Niente Morgan a Sanremo: «Le prove con Chiello? Mi son seduto al piano e si sono ca***ti in mano»

Quasi sicuramente Sanremo non ci regalerà un momento iconico come la disputa sul palco tra Morgan e il suo compagno di avventura nel brano Sincero, con quell’ormai mitico «Dov’è Bugo?». Il musicista lombardo, che nella serata dei duetti avrebbe dovuto accompagnare Chiello nell’interpretazione di Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, non sarà sul palco dell'Ariston. Il fondatore dei Bluvertigo, negli scorsi giorni, aveva parlato di una scelta condivisa con il cantante in gara, decidendo di restare dietro le quinte per non oscurare il giovane artista. Versione poi ribaltata da Chiello in conferenza stampa: «Abbiamo fatto un po’ di prove e non si è creata quell’alchimia artistica. Ho deciso io di non portarlo e non sarà presente».
Nelle scorse ore, Morgan, intervistato da Red Ronnie, ha però fornito una sua versione su quanto accaduto, non risparmiando bordate al Festival di Sanremo, ma pure all’intero sistema musicale italiano, e non solo.
«Si dice che la musica sia cambiata. Che sia molto diversa rispetto a quella della mia generazione o della generazione precedente. Non solo la musica è cambiata, ma pure la mentalità delle persone. È cambiata la società, anche culturalmente: c'è stata una specie di involuzione che non ha niente a vedere con la nostalgia. Io sono sempre stato per la modernità, l’avanguardia e l’innovazione. Non sono un nostalgico. Mi piace quel che non ho mai sentito, ma il problema è proprio questo: non c'è niente, è tutto così banale» premette il musicista, evidenziando che il suo discorso vale per l’aspetto armonico dell canzoni come pure per i testi «retrocessi. Non sorprendenti come quelli di Claudio Lolli o Finardi». Secondo Morgan, le parole usate dai grandi autori italiani erano «infinitamente più moderne» per «forza di ribellione, di opposizione e di libertà» rispetto ai testi odierni.
Poi la critica agli artisti in gara a Sanremo, «incapaci di esprimersi liberamente» perché più simili a dei «burocrati»: «Un conto è fare l’ascoltatore, un altro è lavorare con questa gente», dice l’artista. E aggiunge: «Entrare in contatto con la musica del passato per loro (i giovani artisti in gara a Sanremo, ndr) è traumatico, perché loro questa libertà non la conoscono. Vanno in crisi, si spaventano. Sono abituati a un metodo estremamente schemeatico che rispecchia la società odierna, in cui la gente non si espone, è molto misurata e controllata. È un po’ falsa, perché non ritiene conveniente dire la verità», sentenzia ancora Morgan.
E prosegue: «Oggi l’artista sul palco è uno che ha fatto mille prove, ha un ufficio stampa che gli misura tutto quello che dice, è un artista completamente controllato che di fronte al rock and roll va fuori di testa, perché è un burocrate, non è un ribelle. È tutto una finta».
A questo punto alla domanda di Red Ronnie su cosa possa centrare la musica di Morgan con quella di Chiello (l’ex leader dei Bluvertigo ironizza: «Chiello? Ma chi è ello?»), arriva la risposta: «Io sono aperto a tutto, ma dal momento in cui mi sono messo al pianoforte questi anziché dire "wow" se la sono fatta sotto, perché per loro bisognava eseguire il compitino. Io quella canzone l’ho arrangiata per orchestra, per gruppo pop, la faccio da solo al pianoforte e alla chitarra, la conosco profondamente…. Loro, invece, si sono cagati in mano. Per loro la musica è una questione di cose sicure, non è un’avventura. Non è il regno dell’invenzione».
Poi Morgan parla delle poche prove fatte con Chiello: «Gli ho dato delle indicazioni su come cantarla, sul suo significato. Possiamo dire che sarà questo il mio contributo a Sanremo. Non sono inesperti, ma sono abituati a fare musica in un modo privo di libertà. Il mio ruolo è stato fargli capire come affrontare» Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco.
