A spasso nel tempo

Quando il vaiolo colpiva anche le lande ticinesi

11 gennaio 1982
Un uomo colpito dal vaiolo. © Shutterstock
Nicola Bottani
Nicola Bottani
11.01.2026 06:00

«Epidemia vajolosa – A Ponte-Tresa l’epidemia corre il suo andamento preveduto, ma in forma assai mite. Sono quasi tutti casi di semplice Vajuoloide: uno solo presenta i caratteri di vajuolo confluente, ed è in persona che non fu mai vaccinata. Se a Ponte-Tresa, per essere stata annunciata troppo tardi, la malattia non potè venir prontamente soffocata, in qualsiasi altro Comune, però, dove apparisse, sarà facilissimo impedire che vada oltre il primo caso. Così a Monteggio ed a Piazzogna, dove pure la comparsa del vajuolo fu constatata, secondo ogni probabilità proveniente da Ponte-Tresa, finora si è al primo caso, essendo state prese immediatamente le misure per arrestarne la diffusione. La Lod. Direzione d’Igiene ha poi ordinato che nel Circondario di Ponte-Tresa, in tutti i Comuni del Malcantone e nei Circondari di Agno e Magliaso, come a Piazzogna, si proceda alla rivaccinazione generale della scolaresca, ed anche di tutti coloro che volessero approfittare di questo provvedimento profilattico, che è il migliore di tutti». Sono parole che abbiamo ritrovato nella cronaca cantonale del «Corriere del Ticino» dell’11 gennaio 1892. Fu poco meno di cent’anni prima, ossia nel 1796, che il medico inglese Edward Jenner mise a punto il primo vaccino contro il vaiolo, dopo aver notato che le mungitrici colpite dal virus di quello bovino – dagli effetti più lievi – non si ammalavano se entravano in contatto con la forma umana dello stesso.

Tutte le edizioni del Corriere del Ticino sono disponibili nell'Archivio Storico del CdT.

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