Le maniche lunghe dei medici sono contaminate da batteri 4 volte su 5

Le maniche lunghe dell'abbigliamento di medici e infermieri potrebbero essere una possibile fonte di infezioni in ospedale. Uno studio coordinato dall'University of Pittsburgh Medical Center (Upmc) Presbyterian di Pittsburgh pubblicato sulla rivista Infection Control & Hospital Epidemiology mostra infatti che in 4 casi su 5 sono contaminate da batteri. La ricerca ha analizzato 280 campioni prelevati dalle maniche degli operatori sanitari in diversi reparti ospedalieri.
21% con patogeno potenzialmente dannoso
L'81% delle maniche lunghe esaminate presentava crescita batterica, mentre il 21% ospitava almeno un patogeno potenzialmente dannoso. L'indagine ha inoltre messo in luce differenze significative tra i vari materiali: il pile si è rivelato il tessuto più «ospitale» per i batteri: oltre il 41% delle maniche realizzate in questo materiale ha mostrato la presenza di almeno un patogeno. Il cotone era invece quello più «pulito» con il 24,1% di contaminazione. Differenze sostanziali anche tra i reparti: presentava crescita batterica il 69,6% delle maniche campionate nei reparti ordinari contro il 30,4% di quelle nelle unità di terapia intensiva.
Lo studio
I ricercatori precisano che dallo studio non è emersa nessuna prova che i batteri presenti sulle maniche degli operatori siano stati la causa di infezioni contratte dai pazienti, tuttavia «il potenziale beneficio di una politica di abbigliamento 'nudo sotto i gomiti' merita ulteriori indagini», scrivono. «Un semplice gesto come rimboccarsi le maniche potrebbe fare la differenza nella lotta contro le infezioni nosocomiali», sottolinea Fabio Beatrice, a capo del board scientifico del Mohre (Medical Observatory of Harm REduction) e primario emerito a Torino. «Anche orologi e anelli possono diventare un ricettacolo di batteri, ragion per cui è opportuno rimuoverli in contesti di cura e rafforzare il lavaggio e la disinfezione delle mani. Alcune operazioni, invece, andrebbero eseguite con camici monouso con allacciatura posteriore, mascherine e uso di guanti», conclude Beatrice.