Televisione

Sigfrido Ranucci rimosso da Report: la decisione della Rai

Al suo posto i giornalisti Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, mentre fonti interne parlano di un ricollocamento al Tg3, a Rainews o come corrispondente
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Red. Online
28.08.2026 18:09

La Rai ha infine rimosso Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, il programma di punta del giornalismo d'inchiesta italiano. Programma che, leggiamo, tornerà in onda il prossimo 8 novembre con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Ranucci lavorava al programma dal 2006 e lo conduceva dal 2017, dopo i vent'anni di Milena Gabanelli. Era stata la stessa Gabanelli a scegliere Ranucci quale successore. L'azienda ha offerto a Ranucci tre ruoli alternativi, secondo fonti interne a Rainews, al Tg3 o come corrispondente all'estero, senza tuttavia fornire motivazioni ufficiali per la sostituzione. 

Sullo sfondo, evidentemente, c'è l'inchiesta sull'attentato dell'ottobre 2025 davanti alla sua casa di Campo Ascolano, vicino a Roma: una bomba distrusse due auto senza feriti. Ad agosto, il faccendiere Valter Lavitola, amico di Ranucci, ha confessato di esserne il mandante. Ranucci, precisiamo, non è indagato: la Procura di Roma lo ritiene parte lesa e manipolato da Lavitola, che avrebbe agito per accrescerne la popolarità e spingerlo in politica.

Il caso della stagista svizzera

A incrinare la reputazione del giornalista, in queste settimane, hanno però contribuito anche vicende non giudiziarie. Nel libro La scelta, uscito nel 2024 e tornato al centro delle polemiche, Ranucci racconta le sue relazioni con tre donne. La più discussa riguarda «Karoline», descritta come una produttrice della televisione svizzera malata di sclerosi multipla, conosciuta nel 2013 quando entrò come stagista nella redazione di Report. Secondo il racconto, nel dicembre 2014 la donna lo raggiunse a Roma, scoprì sul suo iPad un'email di un'altra donna, uscì di casa e venne investita da un SUV sotto l'abitazione del giornalista, morendo sul colpo.

Il passaggio è stato criticato per il dettaglio con cui vengono descritti i rapporti sessuali e per l'evidente asimmetria di potere tra i due. Presentando il libro, Ranucci aveva lasciato intendere che la storia fosse vera; nelle ultime settimane sostiene invece che si tratti di una parte romanzata e di non aver mai avuto rapporti con stagiste. Il Post, fra gli altri, riferisce di aver contattato alcune persone che allora collaboravano con Report: nessuna ricorda quella stagista.

Un rapporto già teso con i vertici Rai

Alla vicenda si aggiungono le intercettazioni in cui Ranucci condivideva con Lavitola documenti interni della Rai e screditava l'azienda, per tacere di una lettera anonima del 2021 alla Commissione di vigilanza che lo accusava di prevaricazioni verso tre giornaliste del programma: l'indagine interna, per contro, si chiuse con un'archiviazione.

Il conduttore parla da settimane di una campagna del Governo Meloni per censurare le inchieste di Report sul centrodestra, arrivando a evocare «un piano globale» contro di lui. Il suo rapporto con la dirigenza, in particolare con il direttore dell'approfondimento Paolo Corsini, era però conflittuale da tempo, a prescindere dall'attentato.