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A Plague Tale: Requiem, quando i topi ballano

Un videogioco ambientato nel medioevo europeo che racconta di peste, disperazione e speranza
Paolo Paglianti
22.10.2022 16:03

Lo diciamo subito: se odiate i topi, questo gioco non dovete nemmeno guardarlo da lontano. In Requiem i topi sono ovunque, vi assalgono come una marea spietata, vi travolgono appena commettete un errore. Per fortuna, odiano il fuoco.

Siamo in pieno medioevo, attorno alla fine del XIV secolo, nel sud della Francia. Una famiglia sta viaggiando in cerca di pace verso la Provenza per sfuggire alla pestilenza che si sta mangiando l’Europa città dopo città, diffusa dai roditori.

Questa non è esattamente una famiglia normale. La protagonista Amicia fa di tutto per proteggere il fratellino Hugo, malato e vulnerabile, ma anche «colpevole» di avere una connessione sovrannaturale con i topi che stanno portando la peste un po’ ovunque. Il sospetto di Amicia è che il fratellino riesca a «richiamare» i topi, che lo seguono come un faro nella notte. Naturale quindi che ovunque la famiglia si sposti, arrivino i guai.

Requiem è il seguito di A Plague Tale: Innocence, videogioco uscito nel 2019 e che ebbe un più che discreto successo. Non è necessario aver giocato al titolo precedente per godersi Requiem, perché nella prima mezz’ora spiega le regole del gioco e l’antefatto.  Non vi sveliamo troppo, ma avrete capito che non è un gioco per gente dal cuore tenero o lo stomaco debole. O per chi soffre di musofobia.

Il trailer di lancio di Requiem: combattimenti medioevali, guardie ostili e tanti, tantissimi topi.

Controlleremo Amicia con una visuale dietro alle spalle (alla Tomb Raider, per capirci) e dovremo affrontare una serie di avventure per cercare di salvare noi stessi, i pochi amici che troveremo per strada e soprattutto il fratellino Hugo. Amicia è bella tosta: può scagliare sassi con la sua fionda con una precisione invidiabile, e anche affrontare nemici isolati, ma generalmente preferisce aggirare gli ostacoli. In Requiem dovrete quindi nascondervi nell’ombra, distrarre i nemici creando diversivi, e solo in casi estremi affrontarli a viso aperto: è un tipo di gioco che i gamer definiscono «stealth», dove il divertimento non è combattere ma evitare gli scontri il più possibile aguzzando l’ingegno per trovare soluzioni magari non subito evidenti. Lanciamo un sasso contro quel contenitore metallico così la guardia si allontana, passiamo inginocchiati nell’erba alta per non farci vedere, e via dicendo.

E poi ci sono i topi: sebbene una volta arrivati nella capitale della Provenza, sembri tutto pacifico e luminoso, scopriremo presto che sotto le strade della città serpeggia l’invasione dei roditori. Oltre ad affrontare guardie ostili e fuorilegge, dovremo anche imparare a gestire la marea di topi che può divorarci in pochi istanti, combattendola con quello che odiano – luce e fuoco. Nei panni di Amicia impareremo presto a lanciare pietre infuocate e accendere bracieri per creare zone «sicure» da cui i topastri stanno lontano.

Dieci minuti di gioco in Requiem, per capire cosa vi aspetta. Nascondersi, colpire dall’ombra, e scagliare pietre come un cecchino.

Esploreremo ambienti molto interessanti e accattivanti: oltre alla città medioevale, nei primi capitoli del gioco finiremo in una arena romana che è stata trasformata in un piccolo villaggio. Sebbene il gioco si prenda ampie licenze poetiche e non si proponga come un documentario o una ricostruzione storica accurata al centimetro, è affascinante girare per le rovine del piccolo colosseo e vedere come doveva essere nel medioevo, trasformato in una fortezza abitata dai reietti della città. Requiem non è un gioco con un «mondo aperto» come Assassin’s Creed: vi porta in una location e dovrete esplorarla in modo lineare, seppure con qualche variazione sul percorso, e dovrete anche risolvere qualche piccolo enigma ingegnoso.

Tuttavia, è un gioco che punta molto anche su un lato «horror», al tempo stesso intrigante e disgustoso. Giusto per farvi capire, sempre nelle prime ore di gioco dovrete spostare un carro pieno di cadaveri per metterlo sotto una parete e poterla scalare, circondati da corpi di malati di peste. Non ci stupisce affatto che il gioco sia consigliato ai maggiori di diciotto anni, vista l’ambientazione.

La buona notizia, se giocate su Xbox o PC, è che A Plague Tale: Requiem fa parte dell’offerta Game Pass di Microsoft, quindi potrete giocarlo senza dover pagare un centesimo extra. In questo modo, capirete dopo una mezz’oretta se l’ambientazione oscura e con tanti esserini con codina e denti sporgenti fa per voi o no.

A Plague Tale: Requiem è disponibile per PC, Xbox Series X|S e PS5 (non per Xbox One e PS4). Il gioco è tradotto in italiano nei sottotitoli, mentre l’audio è disponibile in inglese, spagnolo, francese, tedesco e cinese. Come abbiamo detto prima, è consigliato per un pubblico 18+.