La recensione

Assassin’s Creed: Black Flag Resynced, più pirata che Assassino

Torna uno dei capitoli più riusciti e divertenti del franchise, in versione moderna e 4K
Paolo Paglianti
26.07.2026 06:00

Un franchise da 200 milioni di copie, che ha ispirato non solo romanzi e fumetti, ma anche un film con Michael Fassbender e Jeremy Irons: Assassin’s Creed è un fenomeno pop, non solo un videogioco. Naturale quindi che l’editore Ubisoft pensi a dei remake dei primi episodi da proporre al pubblico odierno e moderno. Un po’ meno prevedibile che questi remake partano dal quarto capitolo, ambientato nei mari Caraibici infestati dai pirati.

Siamo a inizio 1700, e il nostro alter ego Edward Kenway è un corsaro inglese che si è dato alla pirateria vera e propria. Lo conosciamo mentre sta affrontando un duello mortale con una goletta della Corona. Una bordata piazzata meglio delle altre trasforma Edward in un naufrago: la sua fortuna è che finisce spiaggiato insieme a un tizio strano con un cappuccio e una lama nascosta, che ciarla di un tempio antico, di un manufatto da consegnare al governatore spagnolo dell’Avana. Da buon pirata, Edward intravede un’opportunità: fa fuori il tizio strano e gli frega anche l’identità. Il piano è semplice: consegnare il manufatto al governatore in cambio di un sacco di soldi.

Naturalmente, nulla andrà secondo i piani: il governatore è uno spietato Templare, circondato da una serie di sgherri senza morale che fanno davvero paura, e Edward si troverà ai ferri su un galeone diretto in Spagna verso una fine poco allegra. E qui ci fermiamo: se avete già giocato al capitolo originale, uscito nel 2013, saprete già cosa succede. Se invece non lo avete ancora apprezzato, sarebbe un delitto spoilerarvi una trama tra le migliori del franchise, ricca di colpi di scena, momenti epici e personaggi magnifici – uno fra tutti, il pirata Barbanera, doppiato nella versione italiana dall’inconfondibile Francesco Pannofino.

Certo, Edward è l’Assassino meno “Assassino” di tutto il franchise. Non viene addestrato per anni in un rifugio segreto, non sa nulla dell’immortale lotta con i Templari, che risale all’antichità più classica e si ricollega alla presenza di alieni superpotenti sulla nostra Terra prima che l’umanità iniziasse a esistere. Ruba semplicemente l’identità a un Assassino rinnegato e impara a usare l’iconica lama celata in un tutorial di pochi minuti, con un buco di trama che in un film sarebbe una voragine, ma in un videogame siamo pronti a scusarlo senza grossi problemi. Non solo perché funziona, ma soprattutto perché Black Flag, ora e allora, nel 2013, è uno dei capitoli più articolati e vari, pieno di situazioni originali e nuove che difficilmente propongono una missione simile a un’altra. Ci sono attività secondarie, persino qualche collezionabile a cui dar la caccia, ma la missione principale riesce a rimanere intrigante e interessante per le oltre 30 ore di gioco, con persino qualche visitina al Vecchio Mondo.

Rispetto all’edizione del 2013, ovviamente è cambiato tutto dal punto di vista visivo. Il gioco è stato rifatto da capo con l’ultima versione del “motore grafico”, quella di Shadows, ed è un vero spettacolo. Arrivano anche diverse nuove missioni secondarie, tra cui quelle per reclutare nuovi membri del vostro equipaggio per rendere la Jackdaw, la vostra nave, ancora più letale nei duelli di bordate con golette inglesi e spagnole. Ci sono anche sei ore extra di missioni nell’endgame, per renderlo interessante e nuovo anche per i veterani del titolo. Spariscono le sequenze ambientate nel mondo moderno, cosa di cui non sentiamo tutto sommato la mancanza. Ubisoft ha poi “ammodernato” il sistema di controllo, rendendolo molto simile a quello degli ultimi capitoli: si attacca e si para con i dorsali, e ora ci si può inginocchiare ovunque per diventare ancora più invisibili.

Come Resident Evil e Silent Hill, il remake di Black Flag è molto, molto riuscito: non tradisce la formula originale, ma riesce anzi a migliorarla e renderla più appetibile ai gusti moderni e ai giocatori di metà anni 2020. La sfrontatezza di Edward, i duelli navali, le dozzine di missioni principali e secondarie unite alle cacce al tesoro, agli enigmi da risolvere, ai pedinamenti lo rendono un eccellente gioco d’azione, ora come nel 2013. Se non lo avete giocato ai tempi, è un’ottima occasione per scoprire un classico.

Assassin’s Creed: Black Flag Resynced è disponibile per PC, Xbox Series X|S e PS5. Ha un PEGI età consigliata 18+ ed è completamente in italiano, dialoghi inclusi (con un ottimo doppiaggio, peraltro).

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