La recensione

Gli artigli di adamantio di Marvel’s Wolverine

Logan si allontana dal gameplay di Spider-Man e si lancia in furiosi, incessanti combattimenti contro gli umani che odiano i mutanti
Paolo Paglianti
20.09.2026 07:00

Wolverine non è Spider-Man. Nel mondo dei comics, sembra una disequazione banale: qualunque appassionato Marvel conosce benissimo le differenze tra i due supereroi. Uno solare, ottimista e capace di svolazzare tra i grattacieli di Manhattan, l’altro oscuro, violento e con l’inossidabile volontà di risolvere ogni situazione con un paio di artigli di adamantio ben poco amichevoli. Per i gamer, però, la precisazione è d’obbligo: Spider-Man e Wolverine sono sviluppati dallo stesso developer, ma sono giochi molto, molto lontani fra loro.

Basta giocare la prima mezz’ora di Wolverine per capire che la musica è cambiata dai tempi delle scampagnate a New York. Finiamo dritti al centro dell’azione, partecipando a una missione di infiltrazione e salvataggio del Team X, formato da alcuni dei mutanti più imbestialiti del Pantheon Marvel: al nostro fianco avremo delle vecchie conoscenze, Sabretooth e Mystica. Come primissimo obiettivo, dovremo distruggere una torretta antiaerea, facendo lo slalom tra missili e raffiche di proiettili. Lasciamo dietro di noi un sentiero di nemici fatti fuori male, fino ad arrivare alla torretta che apriremo letteralmente in due.

Se Spider-Man stava bene attento a non uccidere (quasi) nessuno, abbiamo il forte sospetto che Wolverine si diverta a massacrare gli avversari in corpo a corpo. Non è un caso che il gioco sia riservato a un pubblico 18+, visto che si lascia poco all’immaginazione; d’altra parte, è innegabile che ci sia una bella soddisfazione nel duellare con 10 nemici armati di fucili d’assalto e bastoni elettrici, e finire l’ultimo con una cascata di artigliate di adamantio.

Sì, il combattimento di Wolverine è dannatamente divertente. Il mix prevede prima di tutto controlli semplici: sebbene esistano combinazioni speciali, potremo scatenare i nostri attacchi con due tasti e usarne un altro per parare. Wolverine è un osso duro, e anche se viene abbattuto può tornare in piedi se ha accumulato abbastanza “furia” – letteralmente, è troppo incavolato per morire “solo” perché qualcuno gli ha sparato addosso!

Facendo fuori i nemici e trovando qualche collezionabile, potremo poi sbloccare nuove combinazioni e abilità – per esempio, dopo qualche ora potremo attivare la “parata” mentre Logan corre, novità che rende quasi inoffensivi i nemici in precedenza letali con armi da fuoco. Naturalmente, non mancano dei boss di fine livello con cui ingaggiare duelli memorabili e di cui individuare i punti deboli.

Cambia anche il tipo di avventura: se in Spider-Man ce ne svolazzavamo a destra e manca per una Manhattan completamente a nostra disposizione, alternando le missioni della trama principale a dozzine di altre attività, qui in Wolverine affronteremo i livelli in modo molto più tradizionale e a senso unico: verremo piazzati all’inizio di un percorso e dovremo seguirlo, senza tanti bivi o alternative. Se proprio non sappiamo dove andare, una scia azzurrina ci guiderà – ma credeteci, non vi capiterà molto spesso di “perdervi” in Wolverine.

Wolverine fa una sola cosa, e la fa benissimo: è un gioco di supereroi, in cui guidate il mutante più arrabbiato della Marvel, violento e che risolve ogni problema estraendo una coppia di artigli capaci di dilaniare l’acciaio. Pochi convenevoli, pochi dialoghi e ancora meno “decisioni”: il 90% del tempo lo passerete a far fuori orde di nemici. E come abbiamo detto prima c’è una innegabile soddisfazione ludica quasi unica nel modo in cui potrete devastare gruppi di nemici, fino a strappare i tentacoli dalle braccia del primo boss dopo un duello a dir poco estenuante. Ci sono minisezioni stealth e altre in sella a una moto, ma il cuore del gioco è far fuori i nemici che hanno l’astuta idea di sbarrarvi la strada.

La trama racconta un’avventura originale di Wolverine, lontana dal periodo forse più glorioso e noto degli X-Men e di Xavier. Qui il Team X è guidato dall’enigmatico e sinistro (è il caso di dirlo!) Nathaniel Essex, che appunto dovrete liberare nella prima missione dalle grinfie del malvagio Bolivar Trask. Una narrazione che fa il suo lavoro e che non sfigurerebbe in un film Marvel, poco ma sicuro.

Tuttavia, il centro dell’azione di Wolverine rimangono i combattimenti – continui, frenetici e incessanti. Chi adora squartare orde di nemici, esibirsi in “mosse finali” ancora più violente e con teste che saltano, ha trovato il suo gioco di supereroi preferito. Ma attenzione a non rimanere delusi se cercate qualcos’altro!

Marvel’s Wolverine è disponibile solo ed esclusivamente su PlayStation 5. Ha ovviamente un PEGI età consigliata 18+ ed è completamente tradotto in italiano, dialoghi inclusi. 

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