Il revolver gommoso di Mouse: P. I. For Hire

Si chiama «rubber hose animation» e in italiano suonerebbe più o meno come «animazione con gli arti elastici»: è quello stile di cartoni animati degli anni ’30 in cui i personaggi non avevano arti, ma braccia e gambe che si deformavano come se fossero appunto fatte di tubi flessibili. Li ha resi celebri Disney con i suoi corti su Topolino, e sono l’anima di questo videogame visivamente straordinario.
Siamo a Rattopoli, una città che, come è facile intuire dal nome, è abitata da topi. Proprio come nelle metropoli umane, ci sono topi buoni e topi cattivi: noi impersoneremo Jack Pepper, un investigatore-topo che dedica la sua vita a raddrizzare torti, trovare topi scomparsi, e punire i ratti peggiori – generalmente, a fucilate o lanciando candelotti di dinamite.
Meglio chiarire subito che Mouse: P.I. For Hire è un pure e semplice sparatutto. Non ci sono investigazioni vere e proprie o enigmi astrusi da risolvere. In ogni situazione, il nostro Jack si troverà ad affrontare orde di nemici armati di sfollagente o mitragliatrici, e l’obiettivo principale è farli fuori prima che vi riempiano di piombo. Gli appassionati di videogame li chiamano «boomer shooter», perché sono gli sparatutto vecchio stile che appunto dovrebbero piacere al pubblico più «veterano» e che ricordano i primi giochi del genere, come Doom classe 1997. Sono sparatutto «hard boiled» come gli investigatori di Mouse: P.I. For Hire. Non fanno sconti, non ci si cura in automatico mettendosi al riparo come i più recenti esponenti della categoria degli shooter. Qua bisogna cercare i flaconcini di ricostituente o le fette di formaggio per recuperare la salute, gli elmetti sparsi un po’ ovunque per mettere su armatura, e sparare come forsennati. Se avete provato sparatutto come Warhammer 40,000: Boltgun, avete un’idea di quello che vi aspetta.
Lo stile è tutto. Quello che rende Mouse: P.I. For Hire unico è la componente visiva. Vi sembrerà letteralmente di giocare in un cartone animato degli anni ’30, violentissimo e pieno di topi che vi vogliono fare a pezzi. I nemici si muovono in modo quasi «molleggiato» proprio come in quei cartoni, le canne delle armi «ondeggiano» e se colpite un nemico in testa, gli esplode in una nuvoletta. Ogni tanto dovete trovare una chiave per aprire qualche porta, oppure attivare un interruttore per muovere una gru e consentirvi di andare avanti nella vostra caccia al cattivone. Non mancano i «boss» di fine livello con cui ingaggiare battaglie ancora più furiose.
È tutto qua: se vi aspettate un gioco più elaborato in cui spremervi le meningi e risolvere puzzle, avete sbagliato indirizzo. Mouse: P.I. For Hire è un gioco che fa una cosa sola, e la fa benissimo: uno sparatutto sopra le righe da 15 ore e con un’estetica davvero originale, che vi terrà incollati missione dopo missione grazie a una sapiente e parsimoniosa distribuzione di novità tra un livello e l’altro. Per esempio, inizialmente avrete a disposizione «solo» il classico revolver, ma nel giro di un paio di ore di gioco arriveranno il fucile a pompa, i candelotti di dinamite e delle scarpe a molla che vi consentono di doppio-saltare e raggiungere posti altrimenti inaccessibili. L’arsenale topastro si arricchirà strada facendo di nuove armi sempre più particolari e originali, e avrete anche la possibilità di «migliorare» quelle in vostro possesso, a patto di pagare gli extra nei posti giusti – e questo vi spingerà a cercare i numerosi «segreti» sparsi un po’ ovunque e forzare le casseforti piene di denaro. Ma occhio a non finire schiacciati da una di esse o da un pianoforte spuntato chissà da dove, un classico dei cartoni degli anni ’30!
Mouse: P.I. For Hire è disponibile su PC, PlayStation, Switch e Xbox. L’audio originale rimane in inglese, ma ci sono i sottotitoli in italiano. PEGI età consigliata 16+.
