La recensione

Screamer, il racing game cyberpunk tutto Made in Italy

Passione, originalità e derapate nel nuovo gioco di corse della milanese Milestone
Paolo Paglianti
29.03.2026 15:30

Se pensate che i videogiochi di guida siano tutti uguali, dovreste proprio dare un’occhiata a Screamer, che – se perdonate il gioco di parole visto che parliamo di bolidi a quattro ruote e percorsi da 200 km/h – ha l’indubbio coraggio di tentare una strada totalmente diversa rispetto al solito.

Eppure, per Milestone sarebbe stato facilissimo pubblicare semplicemente un altro gioco di guida pulito e divertente. Lo sviluppatore milanese, il più grande in termini di organico e di fatturato in Italia, è un veterano dei videogame di corse, e ha dimostrato di saper passare agilmente da simulatori come il recente Ride 6 a giochi arcade come lo spassosissimo Hot Wheels. Invece, per quello che è il reboot del loro primo titolo (parliamo del 1995!), gli sviluppatori meneghini hanno deciso di riscrivere le regole dei racing.

Screamer è una meta storia, raccontata come se fosse un anime nipponico. La qualità degli intermezzi è davvero degna di nota, e non stupisce che dietro la realizzazione della componente «manga» ci sia lo studio di animazione giapponese Polygon Pictures, che ha lavorato su titani come Ghost in the Shell e Pokémon. Ci sono cinque team composti da tre racer, ognuno con un passato diverso: c’è chi corre per il premio milionario finale, chi per amore, chi per vendetta. A ogni capitolo, scoprirete cosa sta succedendo nella città cyberpunk piena di neon e luci notturne, e correrete uno dei 100 capitoli del gioco.

Già dalla prima gara scoprirete che in Screamer ci sono grosse novità. Per esempio, utilizzerete entrambe le levette del joypad: una per curvare, come da tradizione dei racing game; l’altra è dedicata alle manovre di derapata. Ci vuole un po’ per abituarsi, ma è un’idea che funziona molto bene e che permette un controllo impareggiabile del vostro bolide. Una gestione millimetrica in curva che vi servirà tutta, per sorpassare i rivali nelle gare successive, dove imparerete altre tecniche uniche di Screamer, come le marce da attivare al momento giusto per avere lo spunto decisivo sul traguardo, o il boost che vi trasforma in speronatori seriali di competitor.

Ed è incredibile che anche a metà gioco, oltre il 50esimo capitolo, scoprirete nuove meccaniche di gioco, centellinate da Milestone in modo da sorprendervi anche quando avrete pensato di aver «capito» Screamer.

Peccato per la curva di difficoltà: si passa da gare semplici in cui «vincerete» al primo tentativo, a capitoli che dovrete ripetere anche una dozzina di volte prima di riuscire a sorpassare quel maledetto concorrente o mangiare quei dannati secondi prima del traguardo. Il fatto di dover utilizzare parecchie meccaniche tutte nuove è già di per sé impegnativo, ma alcune gare ci hanno davvero stupito per l’impennata di difficoltà. D’altra parte, siamo sicuri che molti veterani di Forza Horizon o Gran Turismo saluteranno con piacere una sfida più impegnativa del solito, abbinata alla scoperta delle nuove meccaniche di gioco.

Screamer è disponibile per PS5, Xbox Series X|S e PC. È tradotto in italiano (solo testi, in modo che ogni pilota parlerà nella sua lingua), e ha un PEGI età consigliata 16+.

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