Zweifel e Frischknecht eroi ai Mondiali di ciclocross

«Albert... vola sul fango mentre gli altri arrancano». Così titolava il «Corriere del Ticino» il 26 gennaio del 1976, in apertura delle sue pagine sportive del lunedì, dove si era pure scritto di due assi svizzeri dello sci alpino, ossia la vodese Lise-Marie Morerod e l’urano Walter Tresch, nella Coppa del mondo vincitori in gigante a Kranjska Gora e in combinata a Kitzbühel. L’Albert era invece Albert Zweifel, che il giorno precedente, pedalando e correndo nel fango del circuito francese di Chazay-d’Azergues, a 26 anni era diventato il primo svizzero ad aver mai conquistato il titolo mondiale nell’élite del ciclocross. Anzi, per i colori elvetici era stata addirittura doppietta, perché sul secondo gradino del podio era salito Peter Frischknecht, di tre anni più anziano e che a sua volta aveva preceduto il transalpino André Wilhelm. «Fra i 15 mila spettatori che hanno assistito alla prova c’erano almeno 2.000 svizzeri che hanno rincuorato a gran voce i loro beniamini», aveva ancora scritto il nostro giornale narrando dell’impresa di Albert Zweifel e Peter Frischknecht. Quest’ultimo, ai Mondiali di ciclocross, aveva già colto l’argento nel 1968, come è poi stato anche nel 1978 di nuovo dietro ad Albert Zweifel, e in bacheca ha messo pure tre bronzi, colti nel 1967, 1974 e l’anno successivo. Secondo nel 1975, alla rassegna iridata Albert Zweifel la maglia arcobaleno se l’è poi tenuta stretta senza soluzione di continuità fino al 1979 compreso e l’ha riconquistata nel 1986, dopo che tra il 1981 e il 1984 è stato a due riprese secondo e altrettante volte terzo.
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