A Birmingham l’atletica svizzera vuole confermarsi

Non nasconde le sue ambizioni Philipp Bandi, il responsabile dello sport di performance di Swiss Athletics: «15 piazzamenti tra i primi 8, tra cui almeno 7 medaglie, costituisce un obiettivo realistico della nostra squadra impegnata a Birmingham. Si tratta, d’altra parte, di concretizzare il potenziale di ciascun atleta e confermare le prestazioni stagionali. Inoltre spero che la Svizzera possa piazzare un atleta nel gruppo dei migliori nei 5 gruppi di disciplina – sprint e ostacoli, corse, salti, lanci e prove multiple, evento mai successo fino ad ora».
Effettivamente la nostra selezione non è soltanto la più numerosa di sempre con 67 atleti, ma anche la più qualificata, tanto che in Europa abbiamo ottenuto riconoscimento e una posizione invidiabile grazie agli ultimi Europei di Roma, quando, quasi a sorpresa, con 9 medaglie, di cui 4 ori, raggiungemmo il 5. posto nel medagliere. Nel frattempo il nostro movimento è ulteriormente cresciuto, ed i nostri atleti di spicco hanno vinto titoli mondiali e continentali, primeggiando anche in stagione con prestigiose vittorie in Diamond League.
Quanti medagliati
Mujinga Kambundji, al rientro dopo la gravidanza, partirà nei 200 metri senza pressioni e ambizioni, quale campionessa in carica, mentre la sorella Ditaji, se recuperata dal lieve infortunio occorsole a Parigi, sarà di nuovo tra le favorite sugli ostacoli veloci. Come il collega Jason Joseph, in stagione solo 13”24, un tempo che non esprime totalmente il suo potenziale. Timothé Mumenthaler e William Reais, gli sprinter che a Roma crearono la sorpresa sui 200 metri, pur visti in crescita agli assoluti, dovranno salire ancora di livello per poter ambire alle prime posizioni, mentre Dominic Lobalu partirà nei 5.000 forte della miglior prestazione europea e della recente vittoria a Monaco in Diamond League.
Non solo pista, in pedana giochiamo due carte pesantissime: Simon Ehammer e Angelica Moser. L’appenzellese è cresciuto in tutte le discipline, ma in questa occasione ha scelto il lungo in cui è secondo nelle liste con 8m51, una competizione veramente apertissima che potrebbe lasciarlo a mani vuote. Lo avremmo visto con maggiori possibilità di successo nel decathlon. Angelica, una stagione di impressionante regolarità costellata di podi ad alto livello, rappresenta invece una certezza, tanto è capace di competere al meglio agli appuntamenti importanti.
Audrey, la nostra stella
Audrey Werro resta comunque la nostra miglior carta da giocare. La friburghese è il crack della stagione mondiale dopo le sue eccezionali prestazioni sugli 800 metri, dove ha ottenuto il terzo miglior tempo in assoluto, ormai a pochi decimi dal record di Jarmila Kratochvilova. In questa occasione non le domanderemo un ritocco ulteriore, ma solo la corona europea. Anche Annik Kälin è in gran forma: la nostra heptathleta ha ritoccato il record nazionale in due occasioni e parte da favorita grazie alle sue potenzialità nel lungo e negli ostacoli.
Geraldine Di Tizio-Frey invece primeggia a livello continentale grazie al suo splendido 10”96 ai recenti assoluti, quando ha dominato una finale dei 100 metri di pregevole valore: 11”42 per entrare nelle prime 8, un livello che in Europa solo le inglesi possiedono. Non le sarà facile gestire la pressione da favorita contro le temibili britanniche e tedesche, ma certo grazie a lei anche la 4x100 femminile avrà importanti carte da podio da giocare.
I ticinesi
Ajla e Ricky non potevano mancare l’appuntamento a Birmingham per rappresentare, ancora una volta, il Ticino che corre ad alto livello. Ajla Del Ponte, nonostante un ottimo 11”11 stagionale, è stata superata ai nazionali da Salomé Kora e Natacha Kouni, che correranno perciò la prova individuale sui 100, ma resta candidata per la staffetta, che speriamo venga gestita meglio che a Roma 2024. Ricky Petrucciani sarà invece il nostro terzo quattrocentista: il locarnese, dopo qualche acciacco e un paio di stagioni in chiaroscuro, è ritornato esprimersi su buoni livelli ma, ne siamo certi, il 45”65 dello stagionale non sarà sufficiente a soddisfarlo.