Lutto

Addio a Cio Monti, il calcio ticinese piange un suo fine conoscitore

Grande tifoso del Lugano e storico presidente del Malcantone, si è spento all’età di 75 anni
Redazione
22.04.2026 06:00

Roberto Monti, conosciuto dai più semplicemente come «Cio», è stato un personaggio molto noto e apprezzato nel contesto del calcio regionale. Cio Monti si è spento ieri, all’età di 75 anni, dopo una vita passata sui vari campi del nostro cantone. La smisurata passione che nutriva per il pallone lo ha spinto a seguire da vicinissimo - e in vesti diverse - due realtà, in particolare: il Malcantone e il Lugano.

Cio, da grande appassionato e fine conoscitore del calcio ticinese, è stato capace di affermarsi nel ruolo di dirigente, facendo, soprattutto, le fortune del Malcantone. Durante il suo periodo di presidenza, ha collaborato pure al fianco del direttore sportivo Virginio Prisco, che ha condiviso insieme a noi qualche ricordo. «Cio è stato un presidente molto importante per il Malcantone. Amava questa regione e per due decenni ha guidato una società che - dopo una serie di fusioni, da lui favorite - è diventata una solida realtà. Insieme, ormai più di vent’anni fa, abbiamo avuto modo di rifondare completamente il Malcantone. Affrontammo, peraltro, il campionato di 2. Lega Interregionale con dei giocatori unicamente provenienti da leghe inferiori. In quell’occasione, ebbe il coraggio di darmi carta bianca. E forse, per la prima volta sin lì, si affidò a qualcuno. Lui - ci ha spiegato Prisco - ricopriva una doppia, se non triplice, figura: presidente, direttore sportivo e consulente degli allenatori. Era innegabilmente un personaggio molto presente all’interno del club. Scherzosamente, a suo tempo, tenevamo il conto di quanti allenatori aveva esonerato. In 20 anni di presidenza ha cambiato innumerevoli collaboratori, ma io posso affermare con un certo orgoglio di essere l’unico a non essere stato licenziato». Cio, come ci racconta il suo ex ds, era infatti tutto d’un pezzo. «Era una persona critica e spigolosa, ma al tempo stesso sempre capace di riconoscere il merito altrui. Non si è mai mostrato per ciò che non era. Cio era così: una persona vera. O lo apprezzavi o lo detestavi, non c’erano compromessi. Lui stesso, d’altronde, non amava chi manteneva delle mezze posizioni: con lui non si poteva tergiversare, bisognava essere schietti nelle discussioni. Malgrado alcuni scontri verbali non siano mancati, l’ho apprezzato davvero tanto».

Una volta lasciato il Malcantone - nella mani di Ivo Saccomanno, l’attuale presidente - Cio ha potuto riabbracciare appieno un’altra grande passione, quella che nutriva nei confronti del Football Club Lugano. In veste da tifoso, Cio Monti ha saputo garantire alla società bianconera un sostegno cittadino non indifferente, dimostrandosi sempre pronto - direttamente o indirettamente - a dare una mano anche a livello finanziario. A lui era legato Angelo Renzetti, storico ex presidente del Lugano, che gli ha dedicato le seguenti righe: «Con Cio il mondo calcistico ticinese perde un protagonista e il FC Lugano un grande tifoso. Io piango un amico sincero che mi è sempre stato vicino negli anni della mia presidenza. Un uomo generoso e appassionato, con il quale ho condiviso decine di trasferte condite da discussioni a tema calcistico ma anche da buoni pranzi. Mi mancheranno le sue analisi e la sua partecipazione emotiva alle vicende della squadra». Addio, Cio.