Al Memorial Gander si sente intonare il Salmo svizzero

Un palazzetto, ventitré ginnasti provenienti da sei nazioni diverse e un evento che per Chiasso è imperdibile. Le premesse per un Memorial Gander di successo erano tutte apparecchiate. Lo stesso Alberto Mogliazzi, presidente del comitato organizzativo, a poco meno di un’ora dall’inizio della competizione aveva rivelato ai nostri microfoni tutto il suo ottimismo: «Mi auguro che sia una bella gara, combattuta, senza infortuni e con un pubblico caloroso. Ma sono sicuro che avremo tutti questi ingredienti». E così è stato. La splendida cornice di un gremito Palapenz ha infatti regalato agli atleti ticinesi presenti in gara un calore indescrivibile.
Una prima storica
Come detto, i ginnasti del nostro Cantone che sono andati in scena giovedì a Chiasso hanno beneficiato di un affetto speciale da parte del pubblico. Anche perché nelle quarantadue edizioni precedenti, nessun ticinese aveva mai gareggiato nella categoria maschile di questa competizione. Una prima assoluta, insomma, che per un soffio non ha regalato una medaglia. Mattia Piffaretti, atleta cresciuto nella SFG Chiasso, infatti, ha terminato la gara al quarto posto. «Sono molto soddisfatto», ci dice con aria felice, per poi continuare: «Ho commesso un’imprecisione alle parallele che mi è costata il podio, ma sono davvero contento. Questo piazzamento giunge al margine di un’annata fantastica, e concludere in questo modo al Gander per me significa molto».
Assieme a lui, sugli attrezzi ha gareggiato anche Mirco Riva, anch’egli cresciuto fra le fila della SFG. Al termine delle prime tre rotazioni, tuttavia, il momò ha chiuso all’undicesimo posto. Lontano, dunque, dalla top 6 necessaria per accedere alla rotazione finale. La gara, però, era iniziata davvero bene. Al termine del primo round, infatti, il chiassese era secondo a parimerito con Piffaretti. «Ho cominciato veramente nel migliore dei modi. Non potevo chiedere di più. Poi, però, sia alla sbarra sia alle parallele è mancata un pizzico di energia nelle uscite. Ciononostante, sono comunque soddisfatto dell’esperienza. Anche l’emozione è alle stelle: il tifo è stato molto caloroso e il pubblico pazzesco».
Bickel si ripete
Ai due ticinesi menzionati si unisce anche Lena Bickel, la quale non è però nuova al Memorial Gander. La momò aveva infatti già partecipato quattro anni fa, quando si classificò seconda. Al termine della gara di giovedì, invece, Bickel è salita sul podio per ricevere la medaglia di bronzo. «Sono davvero molto contenta, mi sono sentita a casa», ci dice, per poi aggiungere: «La mia partecipazione arriva dopo una lunga esitazione legata ad alcuni problemi fisici. Aver concluso la gara al terzo posto nonostante questa situazione e a seguito di una stagione molto lunga mi inorgoglisce ancora di più». La ginnasta momò, però, non ha vinto solamente il bronzo. Durante le premiazioni, infatti, Bickel è stata anche insignita del «premio del pubblico», un riconoscimento votato dai tifosi e che per la categoria maschile è andato a Piffaretti. La scelta del Palapenz, d’altronde, non sorprende. Lena Bickel, infatti, dopo aver terminato la gara si è fermata a lungo per firmare autografi e scattare foto con i piccoli fan. «Il calore che ricevo dai tifosi per me significa molto, anche il premio che ho ricevuto dal pubblico è qualcosa di speciale. Mi sento come se ora toccasse a me ispirare le nuove generazioni».
Il trionfo di Giubellini
A trionfare su tutti, alla fine, sono stati Tatum Drusch nella categoria femminile e Matteo Giubellini nella categoria maschile. Il rossocrociato ha raccontato ai nostri microfoni tutta la sua emozione: «La gara è andata benissimo e l’atmosfera è stata meravigliosa. Questa medaglia d’oro è un bellissimo modo di concludere la mia stagione». E quando si conclude una competizione sul gradino più alto del podio si ha l’occasione di vivere degli attimi speciali: sentire il proprio inno nazionale venire intonato davanti a tutti. «Il momento del Salmo svizzero è stato da pelle d’oca», conclude Giubellini al margine di una serata che l’ha incoronato campione.