Ambrì, è una questione di mentalità

È tornato l’Ambrì Piotta degli overtime? Nella scorsa stagione – e chi se lo scorda? – i biancoblù ne avevano disputati più di venti. Non esageriamo, qui siamo solo a due di fila. Niente a che vedere. Ben più importante è che i leventinesi li abbiano vinti entrambi. Ai rigori a Berna, grazie ad una rete di Dominic Zwerger contro il Rapperswil. Con i sangallesi è così arrivato il terzo successo consecutivo, che rilancia la squadra di Eric Landry in ottica play-in. «È stata una partita molto tirata – spiega Dario Bürgler –. Il Rapperswil gioca bene, lavora molto duro anche senza disco. Bisogna avere pazienza, non si può speculare. Certo, hanno avuto delle occasioni, ma abbiamo anche saputo limitarli. La sensazione, alla fine, è che abbiamo meritato questi due punti».
La nostra strada
Sì, qualcosa è effettivamente cambiato rispetto al periodo nero delle sei sconfitte di fila. Sia chiaro, quello ammirato alla Gottardo Arena sabato non è stato un Ambrì Piotta esplosivo e scintillante. Ma è stata una formazione che è riuscita a riportare in pista le emozioni e la voglia di lottare su ogni disco. Quando si è ritrovato a rincorrere, l’Ambrì ha sempre trovato le risorse per reagire. «La differenza – prosegue Bürgler – sta nella mentalità, nel nostro atteggiamento. Dopo la sconfitta a Davos abbiamo parlato tra di noi e siamo riusciti a cambiare attitudine. Questa deve essere la nostra strada. Dobbiamo essere fieri di noi quando riusciamo a difendere bene e quando lavoriamo nel modo giusto con o senza il disco. Trovare il giusto «mindset» è importante, ma mantenerlo dopo un paio di vittorie lo è ancora di più».
Un rigore fondamentale
Già, perché quella con il Rapperswil non è stata una passeggiata. L’Ambrì Piotta ha rischiato di uscire a mani vuote dal confronto, ma la «disperazione» leventinese stavolta ha avuto la meglio. Un Philipp Wüthrich ancora una volta ottimo tra i pali, un Chris DiDomenico scatenato – e autore di una doppietta – uno Zwerger al posto giusto al momento giusto all’overtime e tanta buona volontà hanno fatto la differenza. E pensare che il Rapperswil aveva iniziato molto meglio la sfida, andando tra l’altro a colpire due pali nei primissimi minuti di gioco. A rimettere in carreggiata l’Ambrì Piotta ci ha pensato... Jelovac, autore di un fallo da ultimo uomo su Zwerger. E il solito Joly ha trasformato il rigore con la solita freddezza. Da quel momento i biancoblù sono davvero entrati in partita. «Nei primi dieci minuti eravamo un po’ sotto un treno: il rigore di Joly ci ha permesso di riprenderci ed in seguito anche noi abbiamo iniziato ad avere le nostre opportunità. Forse il Rapperswil ne ha avute un po’ di più, ma se giochiamo in questo modo sappiamo di poter avere successo. Possiamo perdere una partita, ma sappiamo di poter vincere quella seguente». Il rigore del canadese si è insomma rivelato fondamentale a livello di fiducia nei propri mezzi, anche se per i biancoblù le difficoltà non sono terminate lì.
Già, i leventinesi in seguito si sono ritrovati ancora nella situazione di dover inseguire e lo hanno fatto in maniera intelligente. Senza forzare le giocate, senza cercare a tutti i costi lo spunto individuale. Non hanno mai mollato la presa e sono stati ricompensati. Anche con un po’ di fortuna, quella che aiuta gli audaci.
Difficile da spiegare
Avrebbe potuto lasciarsi travolgere dalla frustrazione, l’Ambrì Piotta, a causa di un power-play che non ha cavato un ragno dal buco. Certo, il box-play ha fatto il suo dovere, ma in situazione di superiorità numerica i leventinesi solo raramente si sono resi pericolosi dalle parti di Melvin Nyffeler. Bürgler scuote la testa: «Non so davvero cosa dire del power-play, è difficilissimo spiegare perché non funzioni. Lavoriamo sul ghiaccio, abbiamo il nostro piano e abbiamo già provato alcune cose per sistemarlo. Spero che dalla fiducia per il nostro gioco in cinque contro cinque possa trarre giovamento anche il nostro power-play. D’altra parte non segnare in superiorità numerica con il Rapperswil non ci ha fatto perdere il momentum, cosa che era accaduta tante volte ad inizio stagione».
L’eroe di serata
Dopo tre successi consecutivi è forse ingeneroso evidenziar le pecche del power-play, ma nell’ottica di un futuro prossimo il gioco in superiorità numerica dovrà assolutamente diventare produttivo.
Perché non ci sarà sempre – magari – un Philipp Wüthrich in stato di grazia o il DiDomenico nella sua migliore versione di trascinatore. Bürgler è d’accordo... a metà: «Se restiamo in partita, alla fine ognuno di noi può diventare l’eroe di serata. Ma il nostro allenatore non guarda ai singoli: era in generale fiero e contento del modo in cui abbiamo lavorato. Dopo una settimana così è giusto essere felici. Sappiamo comunque dove siamo: adesso ci potranno fare bene un paio di giorni liberi prima di ricominciare a lavorare in vista della prossima partita, con il Bienne. Possiamo rilassarci un attimo e poi riconcentrarci sul prosieguo del campionato. È scontato dirlo, ma in questo periodo della stagione ogni punto è pesantissimo.
Sarà un caso, ma l’Ambrì Piotta ha ritrovato una certa serenità dal momento dell’annuncio di Lars Weibel quale nuovo direttore sportivo: «In queste situazioni – chiosa Bürgler – ognuno reagisce a modo suo, ma non credo che questa comunicazione abbia influito sulle nostre ultime prestazioni. Non per quanto mi riguarda, almeno. Poi, come ho detto, ogni giocatore ha la propria sensibilità. Io ho imparato a fidarmi soprattutto di ciò che avviene nello spogliatoio, con i miei compagni e lo staff tecnico».
