Atletico Madrid e Arsenal, due incompiute in cerca di gloria

Centrare la finale per provare a sollevare finalmente la coppa dalle grandi orecchie e togliersi così di dosso la scomoda etichetta di «perdenti». È l’obiettivo inseguito da Atletico Madrid e Arsenal, che questa sera al Riyadh Air Metropolitano daranno vita alla semifinale di andata di Champions League. Due squadre, gli stessi colori (il rosso e il bianco) e due mondi che appaiono molto simili. Quelli di club impegnati nella rincorsa della definitiva consacrazione, fin qui soltanto sfiorata. I Colchoneros nella loro storia hanno raggiunto in tre occasioni l’atto conclusivo della massima competizione europea. La prima volta, nel 1974 contro il Bayern Monaco, arrivarono a un minuto dalla gloria: passati in vantaggio con Luis Aragonés al 114’, gli spagnoli incassarono l’1-1 di Hans-Georg Schwarzenbeck al 119’. Due giorni dopo, nella ripetizione della partita, i bavaresi si imposero con un secco 4-0 grazie alle doppiette di Uli Hoeness e Gerd Müller. Le altre due delusioni dei rojiblancos appartengono invece alla storia più recente del club e sono entrambe tremendamente dolorose. Nel 2014 gli uomini di Diego Simeone, freschi campioni di Spagna, hanno affrontato il Real Madrid in un’inedita finale-derby. Avanti 1-0 grazie alla rete di Diego Godín, l’Atleti ha dovuto subire il pareggio di Sergio Ramos in pieno recupero. Nei tempi supplementari le reti di Gareth Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo su rigore hanno poi permesso alle merengues di aggiudicarsi la contesa. Due anni dopo, a San Siro, il destino ha messo nuovamente di fronte le due compagini nella sfida decisiva. Stessi protagonisti e, purtroppo per i Colchoneros, stesso epilogo: l’1-1 maturato nei 120 minuti di gioco ha mandato tutti ai calci di rigore, esercizio in cui i blancos sono stati implacabili, con cinque centri su cinque. A risultare decisivo è stato così l’errore di Juanfran.
Ostacolo gunners
Riuscire finalmente a mettere le mani sulla Champions permetterebbe ai ragazzi di Simeone di saldare il conto con una competizione che per il club appare stregata, ma anche di chiudere con uno storico successo una stagione fin qui avara di soddisfazioni: quarto posto nella Liga a 25 punti di distanza dal leader Barcellona e sconfitta in finale di Coppa del Re ai rigori con la Real Sociedad. Per potersi giocare la coppa, però, l’Atletico dovrà prima avere la meglio sull’Arsenal. Arsenal sin qui imbattuto in Europa e vincitore della classifica unica con otto successi in altrettanti incontri. I Gunners – che già lo scorso anno figuravano tra le migliori quattro squadre del continente – sognano la seconda finale della loro storia. La prima, andata in scena 20 anni fa allo Stade de France di Saint-Denis, ha visto i londinesi inchinarsi al Barcellona. Malgrado la prima frazione chiusa in vantaggio grazie alla rete di testa di Sol Campbell, i gol messi a segno nella ripresa da Samuel Eto’o e Juliano Belletti hanno permesso ai blaugrana di Frank Rijkaard di ottenere la vittoria.
Missione double
La Champions non è però l’unico obiettivo dell’Arsenal. La compagine allenata da Mikel Arteta è al momento in testa alla classifica di Premier League, con tre punti di vantaggio (e una partita in più) rispetto al Manchester City. I Gunners non possono tuttavia dormire sonni tranquilli; il distacco di nove lunghezze che fino a poche settimane fa li separava dai Citizens si è gradualmente ridotto. Non riuscire a conquistare il titolo neppure quest’anno sarebbe una beffa per la squadra londinese, la quale nelle ultime tre stagioni ha sempre chiuso al secondo posto, divenendo suo malgrado oggetto di scherno e ironia sui social. L’ultima Premier conquistata dal club della capitale risale ormai al 2004. La possibilità di ottenere uno storico double motiverà comunque Odegaard e compagni a dare tutto nello sprint conclusivo.
Quale avversario?
L’appuntamento per Atletico-Arsenal è per questa sera alle 21, mentre la gara di ritorno all’Emirates Stadium è in programma per martedì prossimo. Chi prevarrà nella doppia sfida affronterà nell’atto conclusivo del 30 maggio alla Puskás Aréna di Budapest la vincente dell’altra semifinale, che vede opposti il Paris Saint-Germain e il Bayern Monaco
