Basket

Il derby è tutto della SAM, Tigers troppo remissivi

L’A++ Massagno si aggiudica nettamente la prima sfida cantonale in un Elvetico affollato - Nella squadra di Gubitosa si mette in luce anche il nuovo acquisto Killian Martin - I bianconeri di Lopes non riescono ad andare oltre i proprio limiti, sbagliando atteggiamento
Andrea Broggi sfugge ad Andre Donnelly. © CdT/Gabriele Putzu
Mattia Meier
18.10.2026 18:30

Non è stato il più indimenticabile dei derby, quello andato in scena sabato all’Istituto Elvetico. Il primo della stagione, dominato dall’inizio alla fine dall’A++ Massagno contro uno sparuto Lugano. Netta e abbondante la differenza di valori vista in campo, con la squadra della collina assoluta padrona del match. I Tigers non sono mai riusciti a uscire dal buco in cui si sono infilati da subito, complice un atteggiamento remissivo, poco utile alla causa.

Prestazione convincente

Ne esce dunque meglio, decisamente meglio, la SAM, ritornata subito al successo dopo il passo falso di Nyon. Lo ha fatto con una prestazione convincente, dominante, da «grande» contro «piccola». Un derby, lo si è già visto in passato, porta spesso dinamiche emotive in grado di ridimensionare le forze in gioco. Così non è stato sabato per i massagnesi, subito aggressivi e poi concentrati a sufficienza per controllare avversario e partita senza particolari patemi d’animo. Robbi Gubitosa ha così potuto far sfoggio della sua ampia rotazione, gettando nella mischia con abbondanza di minuti anche il nuovo acquisto Killian Martin: innesto niente affatto male per talento e conoscenza del nostro campionato, e infatti subito convincente. In casa SAM sarebbe un po’ crudele e ingeneroso cercare qualcosa o qualcuno di negativo in un sabato in cui tutto ha girato bene: le percentuali al tiro (60% complessivo dal campo), la solidità a rimbalzo (37-31), il cinismo (22 punti da palle perse, 23 in contropiede e ben 62 nel pitturato). Nella girandola degli ex, da sottolineare la prova di Broggi (100% da 2, 7 assist) e Bernardinello, mentre trova sempre più conferma la solida efficienza di Tripp e Nutter, a tratti dominanti senza nemmeno dover spingere troppo sull’acceleratore. E se il Nyon, asfaltando nel fine settimana il Monthey, ha dimostrato che la sconfitta massagnese di una settimana fa non fosse poi così una sorpresa, la stessa A++ ha saputo rimettersi in carreggiata in fretta, senza farsi scalfire. Anzi. Per coach Gubitosa e il gruppo stesso è forse la risposta migliore uscita dal derby.

Di testa e cuore

Da parte loro, i Tigers sanno bene che non sono queste le sfide da vincere. Considerandone i limiti oggettivi, a questo Lugano probabilmente non si può chiedere molto di più. Ma qualcosa di meglio sì. Quanto meno a livello di atteggiamento. Dove non arrivano talento, fisico e budget, ci vorrebbero cuore e testa. Sabato, invece, i bianconeri hanno incassato quasi impassibili. I soli dieci falli complessivi con cui gli uomini di Carlos Lopes sono usciti dal campo ben raccontano dell’aggressività e della presenza tattica dei luganesi. Tolti due lampi nel primo quarto, i padroni di casa non sono mai riusciti a scaldare un Elvetico stipato, come quello di una volta, con la gente in piedi dietro le tribune e i posti a sedere tutti presi. A pesare sono state soprattutto le brutte percentuali al tiro (42%), la serata complicata di Claerbaut (efficace a partita ormai andata), e quella ancora più difficile di Wilson, a metà tra il passivo e il poco coinvolto. Spesso nascosto, altrettanto di frequente poco cercato (o visto?) dai compagni, lo statunitense nel derby ha trovato il suo primo canestro, alla sua seconda conclusione, solamente a metà del secondo quarto. Non esattamente il dinamismo che ti aspetteresti da un giocatore straniero, soprattutto quando la coperta è corta come in casa bianconera. Il prossimo turno porterà i luganesi in trasferta a Ginevra: a coach Lopes il compito di risvegliare l’animo dei suoi.

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