La SAM non sbaglia e attende i test ad alta quota

Una vittoria e una sconfitta per le ticinesi del basket maschile nel settimo turno di campionato. Tutto come da copione a Nosedo, dove ieri pomeriggio la A++ Massagno ha regolato il fanalino di coda Grasshopper. Già felici di esserci, i neopromossi zurighesi non hanno intenzione di fare passi più lunghi della gamba: un solo straniero, tanti giovani o prodotti fatti in casa. E sette sconfitte in altrettanti match di campionato. Di sicuro, l’avversaria ticinese più alla portata delle cavallette non è quella affrontata ieri. La SAM, da par suo, deve aver pensato la stessa cosa, quanto meno nelle prime battute. Volata in un amen sul 16-9 (7’), si è infatti fatta presto riprendere, costringendo coach Robbi Gubitosa al time-out, usato per scuotere i suoi. I massagnesi ne sono usciti bene, riprendendo a martellare un avversario frenato anche dalla controprestazione di West (3 punti e 3 falli nel primo tempo). Rimesso tutto a posto nel giro di qualche giro d’orologio (29-19 al 13’), l’A++ ha poi reso il resto della sfida sostanzialmente privo di particolari spunti di cronaca (+34 il massimo vantaggio), tenendo pure Nutter a riposo. Un pomeriggio quindi avaro di fatiche per la squadra della collina e con minuti disponibili per tutti, un buon esercizio in vista delle prossime due settimane, che metteranno il Massagno di fronte a ben altri test. Si inizia sabato a Ginevra contro la capolista imbattuta, si proseguirà la settimana successiva con i campioni in carica dell’Olympic Friburgo attesi a Nosedo.
Guardare avanti
Si allunga invece a sei la serie di sconfitte consecutive in campionato per il Lugano. A uscire con i due punti dall’Istituto Elvetico, sabato, è stato il Pully-Losanna, quarta forza della SB League. Una differenza di valori che i vodesi hanno messo subito in campo nel primo quarto, a metà del quale – grazie a un parziale di 10-0 – sono di fatto diventati padroni del match, per poi gestirlo. Pur senza Ballard (i bianconeri erano invece privi di Andjelkovic), gli ospiti hanno maramaldeggiato sotto le plance, compensando la scarsa vena dalla lunga distanza (3/12) con le alte percentuali vicino a canestro (33/50, 66%), anche grazie alla permeabilità della difesa luganese e alla buona vena dello statunitense Tchoua (26 punti, 86% al tiro e 11 rimbalzi). Dall’altra parte, ha invece trovato la sua miglior uscita in tenuta bianconera Wilson. Ma con la coperta corta come sulle rive del Ceresio, spesso tirando da una parte si scopre quell’altra. E così, alla buona prestazione di Wilson e di Picarelli (anche 7 rimbalzi e 5 assist in 31 minuti di qualità), hanno fatto da contraltare quella di Claerbaut (41% al tiro) e quella in generale della squadra. Capitan Donnelly è apparso in difficoltà come i compagni, usciti dal campo con il 39% complessivo al tiro contro il 58% vodese, e con 17 palle perse costate la bellezza di 26 punti. Numeri che avrebbero messo in difficoltà chiunque. Difficoltà dalle quali ora i Tigers di Carlos Lopes dovranno imparare in fretta: i prossimi due turni li vedranno opposti al GC (in trasferta) e subito dopo agli Starwings (in casa). Già più di una volta in questa stagione si è detto che alcune partite per il Lugano non erano quelle da vincere. Ecco, le due in arrivo invece lo sono eccome.