Robbi e Daniel, avversari per la prima volta: «Il derby ci dividerà, ma solo per 40 minuti»

Per entrambi è la stagione del ritorno. Dopo due anni trascorsi ad allenare nel settore giovanile della SAM, Robbi Gubitosa si è ripreso la panchina della prima squadra. Dopo tre anni vissuti tra Prima Lega e LNB, Daniel Andjelkovic – che del Massagno è stato capitano per una decina d’anni – è tornato a sgomitare nel massimo campionato con i Lugano Tigers. Domani, i due saranno per la prima volta avversari nel primo derby stagionale, in programma alle 17.00 all’Istituto Elvetico. Li abbiamo incontrati. Insieme.
Il nero snellisce
L’appuntamento è al Fresco. Un luogo simbolico: è il ristorante di Gubitosa, ma è anche a due passi dall’Istituto Elvetico, la nuova casa sportiva di Andjelkovic. Il giocatore e il suo vecchio mentore si sono separati nel 2023. A dividerli, oggi, sono appena 200 metri.
Siamo in anticipo, li aspettiamo a un tavolino. Daniel è il primo ad arrivare. Indossa la polo e i pantaloni del Lugano. Da sola, questa immagine racconta già metà della storia. Per anni, quei colori hanno identificato il «nemico» sportivo. Il grande rivale. Andjelkovic era il capitano della SAM, colui che la rappresentava dentro e fuori il parquet. Ora è nei Tigers.
Prima di accomodarsi, Daniel saluta la cameriera e alcuni clienti abituali. Basta poco per capire che i rapporti con il «mondo di Robbi» sono rimasti intatti. «Come ha preso la mia decisione di giocare per il Lugano? Chiedeteglielo. Vi dirà che è contento per me».
Arriva anche Gubitosa. Si siede, fissa il suo ex pupillo e non resiste. La prima battuta è sulla divisa: «Lo stemma non ti dona, ma il nero ti snellisce». Si ride. Il modo ideale per cominciare a raccontare un rapporto che, derby a parte, non ha nulla di astioso. «Come ho preso la sua decisione di giocare per il Lugano? Sono contento per lui». Appunto.

La stessa passione
Tecnicamente, quella di domani non sarà la prima volta di Andjelkovic contro il Massagno. Nel settembre del 2017, per l’inaugurazione della palestra di Nosedo, venne infatti organizzata un’amichevole tra la SAM e la nazionale svizzera. Daniel scese in campo con i colori rossocrociati. Ma a questo giro sarà diverso. Lui e Gubitosa saranno avversari in una gara «vera». In un derby. Alle spalle ci sono tanti anni di basket condiviso. Di vittorie e sconfitte. Di spogliatoi, trasferte e allenamenti. Di discussioni e confidenze. Un rapporto che va ben oltre quello fra allenatore e giocatore.
Eppure, i due minimizzano: «La sfida di sabato sarà Lugano Tigers contro Massagno, non Andjelkovic contro Gubitosa». Poi Robbi approfondisce il concetto: «Trovarci in questa situazione non è stata una doccia fredda. Entrambi avevamo già voltato pagina, quasi insieme: io sono stato fermo due anni, Daniel ha giocato due stagioni in Prima Lega con i Denti della Vecchia e una a Lugano in LNB. Per me era chiaro che prima o poi i Tigers gli avrebbero proposto di dare una mano alla prima squadra. Lo sapevo già dall’inizio. Ed è giusto così. La squadra di Carlos (Lopes, ndr.) ne aveva bisogno e lui può esserle utile».
«La verità è che io e Robbi non siamo capaci di stare lontano dalla pallacanestro», aggiunge Andjelkovic sorridendo. «È una grande passione che ci accomuna e che ha spinto entrambi a rimettersi in gioco. Nel 2023, quando ho detto addio alla SAM, avevo davvero bisogno di fare un passo indietro, anche per conciliare meglio il lavoro e gli studi. In Prima Lega mi sono divertito, ma sentivo di volermi misurare nuovamente con un livello superiore. Quando Lopes mi ha chiesto di andare a giocare in LNB con la U23 del Lugano, ho colto la palla al balzo. Ma anche lì, pur trovandomi bene con il gruppo, mi mancavano le sensazioni che solo il basket di LNA avrebbe potuto restituirmi. E adesso eccomi qui».
Al di là di tutto, domani un po’ di emozione Daniel la proverà: «Vivere un derby dall’altra parte sarà una cosa nuova. E anche speciale. Sono curioso di vedere come andrà».

Il coronamento di un sogno
Al secondo caffè, è tempo di sfogliare l’album dei ricordi. Per Andjelkovic, Gubitosa è stato un punto di riferimento, una persona che ha accompagnato una parte importante della sua vita. Cestistica e non solo. «La prima volta che ho incontrato Daniel, allenavo la squadra U17 della SAM», ricorda il coach. «Era un ragazzino sovrappeso, ma era già tra i più alti. L’ho preso sotto la mia ala, sebbene fosse ancora in età da U15. Sin dall’inizio, ha avuto tantissima voglia di fare, di migliorare. In poco tempo ha raggiunto la Nazionale U18, un motivo di grande orgoglio per tutto il club. Purtroppo, la sua carriera è stata segnata da tanti problemi fisici, tra schiena e ginocchia. A causa di questi infortuni, non ha potuto diventare il giocatore che avrebbe voluto essere. A un certo punto è stato fermo due anni, noi lo abbiamo sempre aspettato. Con un fisico meno fragile, avrebbe potuto fare di più».
Andjelkovic annuisce. E ricorda con affetto la sua ultima stagione a Massagno, coronata dal primo titolo maggiore nella storia del club: la Coppa della Lega vinta il 29 gennaio del 2023. «È stata la realizzazione di un sogno. Per la SAM, per me e per Robbi. Io e lui siamo cresciuti insieme, arrivando infine a sollevare quel trofeo. Ricordo bene i primi allenamenti con lui, da ragazzo. Erano durissimi e mi lamentavo sempre, perché già allora avevo male dappertutto».
«Sì, è stato un gran bel percorso», conferma Gubitosa. «Io Daniel l’ho conosciuto che era bambino. Ora ha 32 anni, è in forma e si è realizzato professionalmente, completando anche gli studi accademici. Ai tempi, quando aveva la testa un po’ sballottata, non era facile immaginare tutto questo».
Scuola di vita
Un derby all’orizzonte, nessun vecchio conto da regolare. Tra Andjelkovic e Gubitosa non c’è quella distanza che spesso accompagna i divorzi sportivi. «Per me Robbi è sempre stato più di un allenatore. Il basket mi ha dato disciplina, mi ha confrontato con degli obblighi, con delle responsabilità. Mi ha insegnato ad affrontare delle situazioni sotto pressione e a cavarmela. In questa crescita, la presenza di un adulto come Robbi, che ti sta vicino e ti aiuta a trovare la giusta via, ha avuto un grande valore».
Domani, per 40 minuti, i legami personali resteranno fuori dal campo. Poi, finita la partita, Robbi e Daniel potranno tornare allo stesso tavolo, magari immaginando un futuro in cui SAM e Tigers uniranno le forze al PalaRaiffeisen. A 1.800 metri dal Fresco.
