Battocletti scatena il Comunale, Ajla riabbraccia il suo pubblico

Tornava dopo un anno di pausa. Le domande erano parecchie in merito al come back di GalAthletics. Ebbene, il successo, tra le mura del Comunale, è stato pieno. A partire dal pubblico. 6.630 le persone che hanno risposto presente. Il meteo ha fatto il suo, regalando una serata stupenda. Le tantissime grandi stelle dell’atletica svizzera e mondiale hanno poi fatto il resto. Certo, l’assenza della superstar Audrey Werro, che nella capitale ticinese sarebbe andata ancora alla caccia del record del mondo negli 800 m, è stato un dispiacere. Ciononostante, le emozioni non sono mancate. A partire da una delle grandi novità di questa edizione: integrare, per una prima mondiale, i 1.500 m in carrozzina nel programma principale. E così il Comunale ha potuto acclamare la punta di diamante rossocrociata e internazionale di questo sport, Marcel Hug, che ha stabilito il nuovo record del meeting in 3’12’’80.
Tanti primati ritoccati
Durante la serata ne sono caduti altri cinque. Nel disco maschile il detentore del record del mondo, il lituano Mykolas Alekna, ha lanciato a 71,50 m di distanza. Nel salto in alto lo statunitense JuVaughn Harrison è volato a 2,28 m, mentre negli 800 m il francese Louey Ouerrat ha corso in 1’43’’57. Primato del meeting ritoccato anche dalla statunitense Rayniah Jones nei 100 m ostacoli: ora si attesta a 12’’44. L’ultimo record migliorato è poi stato quello nei 1.500 m. Sì, Nadia Battocletti ha centrato l’obiettivo, facendo crollare il primato italiano, abbassato fino a 3’57’’54. «Sono davvero molto felice», ci racconta raggiante l’argento e bronzo mondiale nei 10.000 e 5.000 m. «Sapevo che avrei avuto la possibilità di fare questo record. Sono molto soddisfatta. Mi sono divertita tantissimo. C’era davvero tanto tifo, un ambiente bellissimo. Questo primato italiano ha ancora più valore perché arriva da una specialità che non mi appartiene e che non alleno nemmeno. L’obiettivo era entrare in gara rilassata e pensare semplicemente a correre bene. Sono soddisfatta di esserci riuscita».
Soddisfatta del suo tempo è stata anche l’elvetica Joceline Wind, quarta e per la prima volta sotto i 4’. «Sono molto contenta. Per me è un risultato enorme. Sapevo di avere le capacità per farlo questa stagione, ma non sempre ho trovato le condizioni giuste. È la prima volta che gareggio a Bellinzona, è stato incredibile. Avevo però già sentito parlare molto bene dell’ambiente e del grande tifo».
Gioie e dolori ticinesi
Meno felice della sua prestazione è invece Ricky Petrucciani. A neanche metà dei suoi 400 m, il ticinese si è fermato, portandosi la mano a una gamba. «Ho sentito qualcosa in maniera abbastanza forte, ma forse è stato quasi più lo spavento che altro. Peccato, perché mi sentivo bene. Ero anche nervoso, ma giustamente. Il pubblico di casa ti mette quella bella pressione che motiva e dà una spinta in più. Mi dispiace non essere riuscito a confezionare una bella performance. Non direi però che questa sia la gara specchio della mia stagione. Farei riferimento piuttosto agli Europei, dove per fortuna sono riuscito a togliermi delle soddisfazioni con la staffetta».
Per un ticinese deluso ce n’è invece una con il sorriso. Ajla Del Ponte, tornata al meeting dopo cinque anni di assenza, ha concluso quarta i 200 m, ma soprattutto ha chiuso GalAthletics tra l’abbraccio del suo pubblico. «Mi sono emozionata più di quanto pensassi, ed ero anche abbastanza nervosa. Sono contenta della mia partenza, poi alla fine è mancata un po’ di energia. So di essere stanca dopo una stagione lunga, ma ho dato il meglio per regalare una bella prestazione al pubblico. Nel complesso sono davvero felice di questa giornata». La ticinese non vuole però chiamare il 2026 l’anno della rinascita. «Sono contenta di aver avuto un anno e mezzo senza infortuni. Era ora (sorride, ndr). Abbiamo patito tanto in questo ultimo lustro, ma torno qui in salute. Ora spazio alle vacanze per ricaricare le batterie». Energia ritrovata anche grazie al bell’argento europeo conquistato con la staffetta rossocrociata a Birmingham. «Non ho corso la finale, ma le qualificazioni sì, quindi sento proprio mia questa medaglia. Finalmente, dopo così tanti anni di lavoro e sacrifici, ce l’abbiamo fatta».
Altri sorrisi rossocrociati
Anche Angelica Moser, giunta al Comunale con l’oro europeo al collo, ha potuto sorridere. La zurighese ha saltato 4,77 m, sfiorando un altro record del meeting e facendo sua la sfida contro Sandi Morris. «Grazie mille Bellinzona. Siete incredibili», ha urlato la 28.enne al termine della sua gara. Dello stesso parere anche la connazionale Ditaj Kambundji, terza nei 100 metri ostacoli. «È stata una gara in cui ho dato tutto quello che avevo, con le energie che mi erano rimaste. Sono davvero molto stanca: questa stagione mi è costata tantissimo dal punto di vista energetico e, considerando anche l’infortunio, credo di aver fatto davvero del mio meglio. Mi sono goduta una serata speciale, è quello che conta».
Sì, nonostante l’anno di pausa forzata, GalAthletics è tornato in ottima forma. Anche grazie alle tantissime maglie azzurre dei volontari che hanno, anche a questo giro, permesso al meeting di Bellinzona di esistere.
