Gambarogno Femminile e Ravecchia possono festeggiare

Fuochi d’artificio, cori e bandiere colorato di bianco e di verde. Dieci anni di attesa, d’altronde, possono bastare. Tanto ha dovuto attendere il Gambarogno Femminile per tornare in Lega Nazionale B. Ma il conto alla rovescia è terminato con pieno meritato nel pomeriggio di domenica. Un pomeriggio B…ellissimo per tutto il movimento femminile ticinese, che vedrà la prossima stagione due ticinesi ai nastri di partenza nel secondo livello femminile. La squadra allenata da Alan Gaggetta e Sebastiano Giametta può festeggiare. A mettere la ciliegina sulla torta è stato il 3 a 1 ai danni dello Schwyz, sconfitto a Magadino davanti a una folta cornice di pubblico degna dell’evento. Un altro segnale, qualora fosse necessario, che anche nel nostro Cantone il calcio femminile cresce a vista d’occhio. Le reti di Stella Suter, Chiara Rocca e della «sempreverde» Isabella Osterwalder mandano in paradiso il Gambarogno con tre giornate d’anticipo. Con un ritmo di 16 vittorie in 19 partite, le ragazze di Gaggetta possono ora affrontare il finale di stagione con la spensieratezza e l’entusiasmo di chi sa che, la prossima stagione, giostrerà in un campionato di più alto livello.
Festa anche in casa Ravecchia
Si è festeggiato anche a una ventina di chilometri più a sud. Bastava un punto ed è arrivato. Al Ravecchia di Renzo Bordoli e Antonello Ciaccio è bastato un solo anno di «purgatorio» per riconquistare la Terza Lega. Il 2 a 2 maturato nel derby casalingo contro il Monte Carasso ha definitivamente fatto esplodere la festa del Ravecchia, che all’appuntamento si presentava con la necessità di ottenere almeno un pareggio per «smarcarsi» da qualsiasi forma di calcolo riguardante la classifica fairplay e annullare le (poche) speranze di rimonta del Claro. Quello andato in scena alle Semine di Bellinzona è stato un derby vero con il Ravecchia che ha sbloccato il punteggio con Ly poco prima dell’intervallo. Zekan in avvio di ripresa ha risposto per il Monte Carasso. A un quarto d’ora dal termine ci ha pensato il sigillo di Oezgenc a scacciare la paura e avvicinare il titolo del Ravecchia, arrivato ugualmente malgrado il rigore trasformato da Brunner al 92.esimo. «Zero tattica, tanta magia» è lo slogan fatto stampate sulle magliette celebrative con due gufi sotto in bella vista a simboleggiare chi, metaforicamente appostato, sperava in un passo falso. E anche questo, senza dubbio, rientra nella categoria del bello del calcio di casa nostra.

