Il bomber senza rimpianti. «Ho ancora fame di gol»

Quello tra Mendrisio e Locarno è stato un derby dal «sapore speciale» per Andreas Becchio. L’attaccante classe 1992 – da tre stagioni in forza ai momò – ha vestito nel corso della carriera anche la bianca casacca del Locarno in due separate esperienze: prima in Promotion League nel 2014-2015 e poi nelle stagioni in Seconda Lega e Seconda Interregionale. «Ho dei bei ricordi dell’esperienza a Locarno, soprattutto nell’anno della vittoria del campionato di Seconda Lega (chiuso con 29 reti, ndr). Mi sono divertito parecchio», esordisce l’attaccante.
Lo 0 a 0 nel derby aggiunge poco alla classifica di entrambe le ticinesi, attualmente in lotta per la sopravvivenza nel campionato di Prima Lega. Un campionato equilibrato e in cui «stiamo raccogliendo meno di quanto avremmo meritato purtroppo. Le diverse assenze pesanti per infortunio hanno sicuramente inciso nel bilancio di questa prima parte di stagione», continua Becchio.
Per il numero sette momò sono arrivati sei gol in dodici partite tra campionato e Qualificazioni alla prossima Coppa Svizzera. Merito anche di una maturità fisica e mentale acquisita negli anni. «A Mendrisio sto bene. Sono arrivato qui in un momento perfetto della mia vita. Ho trovato il giusto equilibrio tra calcio, famiglia e lavoro. È vero, anche in questa stagione il nostro campionato è partito in salita. Ma spero che possiamo riprenderci al più presto per toglierci qualche soddisfazione in più. Personalmente mi sento bene e darò il massimo per aiutare la squadra in questo intento». Abbiamo chiesto all’attaccante dei momò quanto sia cambiato rispetto al giocatore che in Ticino si è contraddistinto (anche) con le maglie di Chiasso, Paradiso e Locarno. «Mi sento più maturo. Magari con qualche corsa in meno, ma sempre voglioso di lottare su ogni pallone e affamato di gol».
Tra gol, gioie e delusioni non esistono rimpianti nella carriera del 34enne con il vizio del gol. «No, direi di no. Ogni partita ti lascia qualcosa. E anche le sconfitte fanno parte di un percorso. Bisogna accettarle e non sarebbe giusto cambiare qualcosa del passato. A livello personale sono felice di tutto il mio percorso che mi ha portato fino a qui». Un percorso costellato di gol importanti e preziosi consigli dagli allenatori. Dall’attuale Amedeo Stefani, passando per Cocimano, Frigomosca, Bordoli, Ortelli, Lanza, Morandi, Zambrotta. «Tutti hanno contribuito a darmi qualcosa. Il segreto è fare tesoro di tutti gli insegnamenti ricevuti e «rubare» quanto più possibile quelli che possono essere dei valori aggiunti nel calcio e nella vita».
L’avanzare dell’età non spaventa Andreas Becchio. «Al dopo-carriera non ci sto pensando, anche se per la prima volta girandomi nello spogliatoio mi sono sentito «vecchio», considerando che dopo Guarino lo sono a tutti gli effetti (ride, ndr). Ma finché testa e fisico reggono non mi pongo questi problemi».
«Sono molto riconoscente per tutto quello che il calcio mi ha dato e per la persona che mi ha fatto diventare. Cerco di portare questi insegnamenti anche nel lavoro. I traguardi che non sono riuscito a raggiungere sul campo vorrei conquistarli nella vita professionale. Mentalità, disciplina e determinazione le ho sviluppate proprio grazie al calcio».
