Intervista

Inguimbert, il «Toro» del Collina: «Bottani facilita tutto»

Il bomber argentino si racconta: «Mi sento davvero bene. Bottani alza il livello. Guardo i video di Benzema e Lewandowski»
© Nenad Milosavljevic/Collina d'Oro
Riccardo Vassalli
13.10.2026 06:00

Quattro gol in stagione, l'ultimo nel 3 a 3 contro il Tuggen, e la sensazione di aver trovato l'ambiente giusto per lasciare il segno. Lucas Inguimbert si è preso il Collina d'Oro a suon di prestazioni e reti. Il «Toro» argentino, reduce dalle esperienze con Taverne, Morbio e Malcantone, è tornato a misurarsi con la Prima Lega senza perdere il vizio del gol. Merito anche di una società che, racconta, lo ha fatto sentire a casa da subito.

«Da prima punta vuoi sempre essere decisivo. Al Collina ho trovato una società, uno staff e dei compagni che mi hanno accolto nel migliore dei modi. Questo mi ha permesso di lavorare con serenità. Il resto è una conseguenza». Il salto di categoria, però, si avverte. «Mi sento davvero bene. Se esistono categorie differenti, un motivo c'è. Il livello è alto, anche perché affrontiamo le seconde squadre di club che militano nella massima serie. Devi sempre stare sul pezzo. Ed è proprio questo il bello di salire di livello».

Alle spalle resta una stagione, la scorsa, difficile da dimenticare. Con il Malcantone, Inguimbert aveva accarezzato il sogno della promozione, sfumato per il criterio del fair play a vantaggio del Locarno. Una ferita non ancora rimarginata. «L'ho vissuta male, perché avevamo disputato un campionato stupendo. Che tutto si sia deciso attraverso il fair play è qualcosa che non condivido. Le regole sono queste e le rispetto, ma avrei trovato più giusto uno spareggio. Sarebbe stato bellissimo anche per noi giocatori: lasciare che fosse il campo a stabilire chi fosse il più forte. Ormai è andata».

Al Collina ha trovato in Lanza un allenatore che non concede rendite di posizione. «Il mister non si ferma mai. Studia ogni partita in maniera approfondita e non guarda in faccia nessuno. Gioca chi dimostra di stare meglio durante la settimana. Questo ti obbliga a dare sempre il massimo e crea una competizione molto positiva».

E poi c'è Mattia Bottani, un lusso per la categoria e un alleato prezioso per chi deve trasformare i palloni in gol. «Un giocatore del suo livello alza notevolmente la qualità della squadra. Ha un altro passo, lo si vede in ogni allenamento e in partita. Per una prima punta come me, avere accanto qualcuno con quelle qualità semplifica tutto».

Il «Toro», intanto, continua a studiare i grandi attaccanti. Anche quelli del passato. «Sono un nostalgico. Oggi non vedo centravanti come Benzema o Lewandowski di qualche anno fa. Guardo tanti video per studiare i movimenti. Quello che fa Lautaro Martínez senza palla, per esempio, è stupendo. Cerco di imitarlo, anche se non è facile».

Infine, il cuore argentino. E il discorso scivola su Lionel Messi. «Per noi è il più forte di tutti i tempi insieme a Diego Maradona. Non esiste discussione. È l'esempio di chi non molla mai, nello sport come nella vita. L'ho visto perdere tutto e vincere tutto. Posso soltanto dirgli: gracias por todo».

In questo articolo: