Locarno, il derby è tuo: «Umiltà e gruppo per crederci»

Matteo Morandi è il nuovo che avanza. Figlio d’arte, l’allenatore classe 1992 guida il Locarno dalla scorsa estate ed è, carta d’identità alla mano, il secondo più giovane allenatore del Gruppo 4 di Seconda Interregionale dietro solo al Bryan Würsch dell’Hergiswil. Ma l’età non è che un numero nel mondo del calcio. Fatta la gavetta nel Team Ticino e nel Losone, Morandi ora si gode i frutti del suo lavoro con il Locarno dopo il convincente derby vinto al Lido per 3 a 1 contro il Gambarogno capolista del girone.
«Eravamo tutti consapevoli dell’importanza di questo derby per proseguire il campionato con le giuste ambizioni», commenta felice il giovane tecnico locarnese. «Devo fare i complimenti ai miei giocatori per la mentalità dimostrata e per aver applicato ciò che avevamo preparato in settimana con grande rigore e senso di responsabilità. Si meritavano una giornata così. Ma da ieri il focus è già sulla prossima. Non abbiamo tempo per pensare al passato».
Anche perché la vetta, ora, non è più così lontana a tre lunghezze di distanza. «Per noi era importante dare un segnale per far capire che vogliamo essere protagonisti da qui alla fine. I giochi sono riaperti? Solo se sapremo mantenere l’umilità e la forza del gruppo che ci hanno contraddistinto fino ad oggi. Allo stadio si nota coinvolgimento e con la presenza di molti bambini. È un aspetto che mi fa molto piacere. Questo è il nostro compito: creare il giusto entusiasmo per raggiungere i nostri obiettivi».
A prendersi la scena Stéphane Zobo, attaccante già nel giro delle nazionali giovanili del Camerun. Veste biancoblù da gennaio e ha già messo a referto cinque reti nelle ultime tre gare. La seconda doppietta consecutiva ha permesso di battere il Gambarogno. «Ha qualità tecniche e fisiche eccezionali»,dice mister Morandi. «Si è calato nella realtà di Locarno con disponibilità e una voglia di lavorare che raramento ho visto nei giocatori che ho allenato. Ci tengo però a menzionare anche tutti gli altri attaccanti, che ognuno con le sue caratteristiche ci ha sempre sostenuto anche durante girone d’andata. Inoltre, la vena realizzativa di Stéphane può essere espressa al meglio grazie al lavoro di tutta la squadra».
E ancora: «Il club è stato bravo a cogliere questa opportunità quando si è presentata in inverno. Il nostro presidente e tutto il comitato lavorano duramente ogni giorno dimostrando grande amore per il Locarno». Che finale di stagione spetta al Locarno? «Sono ambizioso e i giocatori lo sono quanto me. Una piazza come Locarno deve sempre provare a lottare per vincere. Ma il nostro obiettivo ora è solo cercare di vincere a Rothrist il prossimo weekend. Facciamo un passo alla volta, come abbiamo sempre fatto». E come, del resto, ha sempre fatto Matteo Morandi, sognando magari un giorno di riportare le bianche casacche nelle stesse categorie in cui l’ha allenato, un decennio fa, papà Davide.
