«Moderna, ti lascio un pezzo di cuore»

Anche le più belle storie finiscono. È il ciclo della vita e, in questo caso, dello sport. Simone Imberti e la sua Moderna si saluteranno a fine stagione. «Dopo 18 anni di Moderna (dieci da giocatore, otto da presidente) sento il bisogno di smettere. La decisione nasce da motivi personali e familiari
che oggi hanno bisogno di più spazio nella mia vita».
Ma è anche una questione di energie: «Vero, non sono più quelle di una volta e il calcio non ha più credibilità per i miei valori personali». Difficile, in una sola fotografia, immortalare un ventennio di emozioni. «La cavalcata dalla quinta alla seconda è un capitolo unico ed emozionante. Ma resta anche quello che abbiamo costruito oltre il calcio. Se ho deciso di cambiare è anche perché voglio bene alla Moderna e spero che continui a crescere».
Il regalo d’addio perfetto «sarebbe la salvezza, perché i ragazzi se lo meritano. Fino a giugno sarò presente poi, pian piano, mi fermerò davvero». Anche Giuliano Imberti, papà di Simone, lascerà la Moderna e il ruolo di custode tuttofare. «Per noi il campo è stata una seconda casa. Ha fatto sacrifici e ci ha messo il cuore. Ora andrà in pensione e voglio essergli vicino per goderci di più i momenti liberi fuori dal calcio, ma quel campo porterà sempre un pezzo di noi».
