«Sementina, ti guardavo da bambino. Ora segno per te»

Buon sangue non mente, dice il proverbio. A casa Milano lo si prende alla lettera: papà Gaetano, oggi direttore sportivo dell'Arbedo-Castione, da giovane attaccante; il figlio Federico fa il terzino sinistro nel Semine; Andrea, il più offensivo della famiglia, i gol li fa in Seconda Lega con la maglia del Sementina. Quattro reti nelle prime tre partite, dopo le nove dello scorso campionato. «La doppia cifra? Era l'obiettivo già prima di iniziare».
Andrea, inizio di stagione super positivo. Quanto conta trovare subito condizione e fiducia?
«Mi sento molto bene. In preparazione non ho fatto nulla di particolare: ho solo cercato di crederci ancora di più, dando il 100% in ogni allenamento. La cosa più importante è stata trovare questa fiducia e portarla in campo».
Quattro gol in tre partite, nove lo scorso anno. Obiettivo doppia cifra?
«Sicuramente. Non ho un numero preciso in testa, spero di segnarne il più possibile. Fa piacere vedere il proprio nome tra i marcatori, ma sono abbastanza altruista: la squadra viene prima. Se i miei gol aiutano il Sementina, sono ancora più contento».
Che giocatore ti definisci?
«Abbastanza completo, ma le mie armi sono velocità, tiro, potenza fisica e dribbling. Rendo al meglio da esterno, a destra o a sinistra, ma all'occorrenza mi adatto da punta. Negli ultimi anni sono migliorato soprattutto a livello mentale, nel modo di reagire alle situazioni in campo».
Sementina con qualità. Dove può arrivare?
«Un gruppo fantastico e molto unito: chi arriva si inserisce subito. La nostra forza è che non molliamo mai, nemmeno dopo il novantesimo. Puntiamo a vincere il campionato e ad andare avanti in Coppa, sapendo che diverse squadre possono competere al nostro livello. Per me questa maglia significa tanto: da bambino venivo a vedere le partite di mio papà».
I primi ricordi da bambino?
«Ho iniziato a quattro anni nel Monte Carasso, il paese attaccato a Sementina. Il calcio c'è sempre stato: mi piacevano gli allenamenti, le partite e tutto quello che c'era attorno. I miei genitori sono sempre stati presenti: anche per le trasferte nella Svizzera interna trovavano il modo di seguire me e mio fratello».
Fratello di Federico del Semine, figlio di Gaetano DS all'Arbedo. Com'è la rivalità in casa?
«Io e Federico ci prendiamo in giro quando uno supera l'altro in classifica. Lui mi ricorda che è tecnicamente superiore, io gli rispondo con i gol che ho segnato. Poi però ci diamo consigli. È una rivalità sana, e siamo entrambi molto competitivi. Federico viene spesso a vedere il Sementina e si scalda parecchio: ce l'ha nel cuore anche lui. In casa, insomma, di calcio se ne parla parecchio».
In cosa vi somigliate e in cosa siete diversi?
«In comune abbiamo velocità e aggressività. Lui è più difensivo e probabilmente più tecnico, io più veloce sul lungo. Per i gol sono in vantaggio io, faccio l'attaccante… un po' come papà! E poi la testardaggine: su quella siamo praticamente uguali».
Sogno nel cassetto?
«Arrivare a un livello più alto, tra Prima Lega e Promotion League. Ma vado un passo alla volta: non basta avere un sogno, servono lavoro, costanza e saper sfruttare ogni occasione».
