A Cornaredo è l’alba di una nuova era: «Un aperitivo per gustarsi il futuro»

«Sono giorni che mi siedo a bordocampo prima dell’allenamento e mi gaso da solo». Mattia Croci-Torti non sta più nella pelle. Il tecnico bianconero, ammaliato dalla struttura del nuovo stadio provvisorio, ha da tempo cerchiato in rosso la data odierna sul suo calendario. E con lui molti tifosi sottocenerini, altrettanto ansiosi di scoprire cosa riserverà loro il nuovo (vecchio) Cornaredo. Calato il sipario sulla Tribuna Monte Brè al termine dello scorso campionato, le installazioni temporanee - in uso fino al 2026 - hanno rapidamente fatto capolino agli estremi del campo, dietro alle due porte. Le foto e i video circolati a montaggio ultimato hanno poi fatto il resto, generando un’ondata di interesse e di consensi verso la nuova conformazione «all’inglese» dell’impianto, che avvicinerà sensibilmente il pubblico al terreno da gioco. «Mi auguro che l’esperienza allo stadio, già dalla sfida di questa sera tra Lugano e San Gallo, possa soddisfare le attese» commenta David Dalsass, responsabile per il canton Ticino presso HRS, l’impresa incaricata della costruzione del nuovo Polo Sportivo e degli Eventi (PSE). «La verità, tuttavia, è che in questa fase del progetto la realizzazione di una struttura “all’inglese” non è stata ricercata. È semplicemente una conseguenza delle richieste avanzate dalla Città, che noi abbiamo provveduto a soddisfare attraverso la costruzione di questo impianto provvisorio».
Un colpo d’occhio suggestivo
L’impatto visivo delle nuove tribune, suggerivamo, è notevole. Tanto che a una prima occhiata potrebbero persino risultare permanenti. «D’altronde parliamo di un impianto che verrà utilizzato per i prossimi due anni e mezzo - prosegue Dalsass -. La sua composizione, va da sé, differisce dunque da quelle di installazioni studiate per un impiego di breve durata. Anche perché le normative da rispettare sono diverse. Una volta stabiliti i parametri, l’azienda alla quale ci siamo affidati per la realizzazione - il Gruppo Nüssli, professionista nel settore - ha optato per la soluzione che vedete oggi». Al netto di alcuni - inevitabili - cambiamenti, l’intento di chi ha lavorato alla sistemazione temporanea è sempre stato uno solo: permettere a chi popola Cornaredo di continuare a godere di un’offerta invariata. «Non era nostro compito modificare l’esperienza di chi segue il calcio nell’impianto cittadino. Quantomeno per quel che concerne i servizi. Banalmente, chi vorrà guardare la partita sorseggiando una birra potrà ancora farlo. Le buvette sono state incluse nel progetto. Poi se la vicinanza al terreno da gioco cambierà la percezione dell’evento o meno, questo lo lasciamo determinare ai tifosi» chiosa Dalsass.
Più bello di prima
Tra coloro che questa sera avranno la possibilità di stilare un primo bilancio di persona, vi sarà anche il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco. Il capodicastero Cultura, Sport ed Eventi, al pari di molti appassionati bianconeri, è ansioso di vedere in funzione la nuova infrastruttura. «Di fatto la sfida tra Lugano e San Gallo fungerà anche da piccola inaugurazione - afferma Badaracco -. L’impressione è che da stasera, grazie alla nuova conformazione, il pubblico di Cornaredo potrà godere di un assaggio di ciò che lo attenderà nella nuova arena, all’interno del PSE. Sì, i prossimi due anni e mezzo saranno una sorta di lungo aperitivo, per iniziare a gustarsi il futuro. Personalmente sono curioso di vedere che tipo di atmosfera si respirerà in questo “nuovo” stadio. Penso che le tribune provvisorie, poste a pochi metri dalle due porte, genereranno un grande coinvolgimento, che finirà col contagiare pure la tribuna principale». La battuta che riecheggia da qualche settimana, insomma, non è poi così lontana dalla realtà: Lugano è davvero l’unica città del Paese ad avere uno stadio provvisorio più bello di quello vero. «Se guardiamo al passato, per assurdo le direi di sì - conferma ridendo Badaracco -. Evidentemente questo discorso cadrà con l’avvento del nuovo PSE. Per il momento l’eliminazione del distacco dettato dall’anacronistica presenza della pista d’atletica, perlomeno su buona parte dell’impianto, è già un notevole passo avanti. Verso una nuova era, aggiungerei».
Detto dei numerosi aspetti positivi, è tuttavia inevitabile che sempre da stasera, e per i prossimi due anni e mezzo, la definitiva immersione all’interno di un contesto transitorio - con tanto di cantiere e lavori costantemente in corso - genererà anche dei disagi. «So che il club ha lavorato molto e bene al proposito - conclude il vicesindaco di Lugano -. La società ha preso ogni sorta di provvedimento per limitare al minimo le eventuali complicazioni. È tuttavia evidente che in un simile contesto, sarà altresì importante mostrare una certa dose di comprensione».
