Calcio regionale

Aggredì l’arbitro: 28 mesi di squalifica ad un giovane dell’FC Aramaici

La maxi squalifica è arrivata direttamente dall’Associazione svizzera di football – Il presidente della Federazione ticinese di calcio Fulvio Biancardi: «Io ero addirittura per la sospensione a vita»
In Ticino episodi del genere contribuiscono alla penuria di arbitri. © AP/Daniel Cole
Red. Sport
07.11.2019 19:33

Punizione severissima per un calciatore degli Aramaici Suryoye, formazione di Quinta Lega. Il ragazzo, 20 anni, è stato protagonista di un episodio di violenza nei confronti dell’arbitro. Un episodio così grave che ad occuparsene è stata direttamente l’Associazione svizzera di football (ASF). Oggi, come ha riferito TeleTicino, è arrivata la sanzione: 28 mesi di squalifica per comportamento antisportivo, vie di fatto nei confronti del direttore di gara con l’aggravante della violenza.

Per il presidente della Federazione ticinese di calcio (FTC) Fulvio Biancardi il giocatore avrebbe meritato addirittura la squalifica a vita: «I segnali forti sarebbero questi, evidentemente però la Commissione di controllo e disciplina della ASF ha una sua linea» le parole di Biancardi a TeleTicino. «Ritengo che 28 mesi non siano pochi. Non so se il giocatore dopo questi 28 mesi avrà ancora voglia di giocare a calcio. Spero di sì, ma con altri contenuti».

L’arbitro è stato vittima prima di un colpo al petto, poi di un calcio alla coscia. Solo l’intervento energico dei compagni di squadra ha calmato il ragazzo. Il giocatore ha riconosciuto in minima parte i fatti, specificando di aver reagito con rabbia perché l’arbitro non lo stava ascoltando. Sulla decisione della Commissione di controllo si legge: «Episodi simili non fanno che contribuire alla penuria di arbitri, un problema più che mai presente anche in Ticino».

La decisione di sospensione è arrivata anche sul tavolo degli Aramaici Suryoye. Il presidente Alberto Akai ha sì stigmatizzato il comportamento del suo giocatore, ma ritiene la punizione eccessiva: «Non so se sia una misura educativa o faccia piuttosto il contrario. Questo ragazzo non potrà più frequentare gli allenamenti. Invece di fare sport sarà in giro a fare chissà cosa.».