Calcio

Al Lugano orfano di Behrens serve l'apporto di tutti

I bianconeri affrontano il San Gallo, seconda della classe, senza l'attaccante tedesco - L'allenatore Croci-Torti: «Dovremo modificare qualcosa nel nostro gioco» - Tra i pali toccherà ancora a von Ballmoos - «E sarà così fino alla sosta per le nazionali» precisa il Crus
©CdT/Gabriele Putzu
13.03.2026 19:17

È un Lugano chiamato a trovare nuove soluzioni offensive quello che questa sera si presenta a San Gallo, seconda della classe in Super League. Sì, perché contro i biancoverdi l’assenza di Kevin Behrens, infortunatosi alla coscia sinistra sabato scorso nella partita interna contro il Lucerna, si farà sentire su diversi fronti. Da quello strettamente realizzativo, ovviamente, ma anche per il peso che il 35.enne di Brema riesce a garantire in campo dall’alto della sua stazza. «Quando ti viene a mancare il capocannoniere della stagione sicuramente perdi tanto» ha ammesso, alla vigilia, il tecnico dei bianconeri Mattia Croci-Torti. «Parliamo inoltre di un elemento molto importante per la squadra in termini di fisicità. Non abbiamo in rosa un altro giocatore con queste caratteristiche. Quindi per forza di cose dovremo cambiare qualcosa nelle nostre idee. Cercheremo di motivare chi ha giocato meno, ma sono sicuro che abbiamo le armi per mettere in difficoltà il San Gallo».

Non solo Koutsias

Quelle armi che nel secondo tempo contro il Lucerna erano però rimaste silenziose nella fondina:uscito il tedesco nella pausa, i bianconeri non sono infatti mai riusciti a rendersi pericolosi dalle parti di Loretz. Facile puntare il dito contro Georgios Koutsias. Tuttavia per il Crus la problematica è più ampia «L’attitudine di Georgios non è mai sbagliata, anzi è un giocatore a volte fin troppo generoso in campo. Non si gioca solo con l’estro personale ma grazie alla squadra. E Koutsias deve capire meglio come stare con i compagni e le dinamiche durante il match. La voglia di fare gol, però, non dipende solo dagli attaccanti: abbiamo bisogno delle reti dei nostri centrocampisti, degli assist dei nostri terzini o dei quinti di difesa, e anche di essere più pericolosi nelle situazioni di palla inattiva».

Saipi resta in panchina

Nel frattempo Croci-Torti sembra avere anche ridisegnato le gerarchie per quello che riguarda la porta e dopo avere rilanciato David von Ballmoos nell’ultima uscita è pronto a confermarlo al posto di Amir Saipi almeno fino alla pausa per le nazionali. «Sono sicuro della mia scelta, anche se, come ho già detto dopo la sfida con il Lucerna, non ho niente da rimproverare ad Amir. Anzi: è stato molto importante per noi, però questo è un momento in cui mi sento di dare fiducia a David. Sono sicuro delle sue qualità».

Qualità che in fase di impostazione sono sicuramente diverse da quelle del più giovane collega. Ma per Croci-Torti non sarà questo l’aspetto determinante per la strategia da adottare a San Gallo. «Di nuovo, dovremo adattare le nostre giocate a fronte dell’assenza di Behrens. E pure qualora avesse giocato Saipi - che rispetto a von Ballmoos è più bravo a trovare gli uomini fra le linee - saremmo stati costretti a impostare diversamente la manovra. Molto dipende dal tipo di avversario: se viene a prenderti alto, la ricerca dell’uomo fra le linee diventa più complicata, perché quell’uomo non c’è mai. E il San Gallo gioca proprio in questa maniera».

La bestia nera

Ecco, il San Gallo. Un avversario che da qualche tempo è diventato insuperabile. I biancoverdi si sono imposti in entrambi gli scontri stagionali e da quando sulla panchina siede Enrico Maassen, Croci-Torti non è mai riuscito a trovare il modo di uscirne vincitore. «Sono una squadra forte. In passato l’ho persino ritenuta la migliore di tutto il campionato e non cambio la mia idea. In casa sappiamo che trova maggiore forza ed energia. Come detto, mi aspetto un avversario che pressa alto e punta a ripartire, sfruttando la capacità nel saltare l’uomo. In difesa, poi, il San Gallo è molto solido ed è difficile fargli gol, specialmente su azione. Contro queste squadre bisogna stare bene fisicamente, e noi abbiamo lavorato per farci trovare pronti il più possibile. Dopo tre partite in sei giorni c'era un po' di stanchezza, abbiamo dunque cercato di ricaricare le batterie».

Speriamo allora che queste batterie siano sufficientemente cariche da alimentare tutti gli ingranaggi di una macchina che in questo 2026 deve ancora trovare la capacità di lavorare a pieno regime senza incepparsi.

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