Calcio

Alessandro Romano, un sinistro che fa rumore e fa gola all’Italia

Dopo la rete all’esordio da titolare in Serie A sotto gli occhi del ct Roberto Mancini, Alessandro Romano è finito sotto i riflettori nella vicina penisola - Il 20.enne, nato e cresciuto a Winterthur e nazionale giovanile rossocrociato, possiede anche il passaporto italiano e potrebbe ancora vestire l’azzurro
©AP/MASSIMO PAOLONE
25.08.2026 06:00

Prima di sabato Alessandro Romano non era certo tra i nomi più conosciuti del panorama calcistico elvetico. Il 20.enne centrocampista zurighese ha sì percorso quasi tutta la trafila delle selezioni giovanili rossocrociate, arrivando a indossare la fascia da capitano dell’U19. E negli ultimi mesi ha anche cominciato ad affacciarsi al calcio dei grandi, con due brevi spezzoni in Serie A a gennaio con la maglia della Roma, seguiti dal prestito allo Spezia in Serie B. Di fatto, però, è probabile che ai più il suo nome dicesse ancora poco. Questo weekend le cose sono rapidamente cambiate. Romano, passato in estate dai giallorossi al Cagliari, ha trovato una splendida rete alla sua prima da titolare in Serie A contro il Parma: un potente sinistro da fuori area, imprendibile per il portiere Corvi, per il definitivo 1-0. Primo gol tra i professionisti, tre punti per i sardi e un fine settimana in cui il suo nome ha iniziato a far rumore sui media di mezza Italia.

La Gazzetta spinge

Il motivo? Romano possiede anche il passaporto italiano e, non avendo ancora debuttato con la Nazionale maggiore rossocrociata, è tuttora selezionabile dagli azzurri. Al Tardini, sabato, c’era anche il nuovo ct Roberto Mancini, presente - secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport - proprio per osservarlo. Inevitabile, dunque, che il gol abbia alimentato le chiacchiere oltre confine e la speranza di vederlo un giorno con la maglia dell’Italia. Basti leggere in questo senso la stessa Gazzetta di domenica che, a corredo del 7,5 in pagella e della palma di migliore in campo, scriveva: «È già una certezza, una tigre nel motore del centrocampo. Sinistro da urlo e da tre punti», chiudendo poi con un emblematico: «E ora bisogna che dica Italia...». Non solo: lunedì la Rosea gli ha dedicato un’intera pagina ribadendo il concetto e titolando: «È già idolo di Cagliari. Parla cinque lingue... e ora o Italia o Svizzera».

Da Winterthur alla Serie A

Non è un mistero, d’altronde, che nella Penisola siano alla ricerca di giovani talenti per risollevare una Nazionale che da tre Mondiali resta a casa a guardare. E che Romano, dunque, faccia gola. Il 20.enne, però, è prima di tutto un prodotto del calcio svizzero. Nato nel giugno del 2006 a Winterthur, Alessandro è figlio di Umberto - nato e cresciuto nel canton Zurigo da genitori campani -, a sua volta ex calciatore (circa 200 presenze tra Lega Nazionale A e lega cadetta, compresa una stagione nel Malcantone Agno di Petkovic nel 2003-04) e oggi allenatore dell’U19 del Grasshopper. È proprio nelle giovanili del Winterthur e, per due anni, delle Cavallette che Alessandro cresce calcisticamente. Le porte dell’Italia gli si aprono nel 2022, a 16 anni, quando la Roma lo nota proprio durante una sfida con gli azzurrini dell’U17 e decide di portarlo nel proprio settore giovanile. Con i giallorossi, Romano conquista il titolo nazionale U17 nel 2023, quindi scala le gerarchie fino alla Primavera. Nel 2024-25 chiude il campionato con 29 presenze e 6 reti; ne segna altre tre nelle 13 partite disputate nei primi mesi della stagione successiva. Quella in cui arrivano i primi minuti in Serie A: sei in totale, contro Lecce e Sassuolo. A gennaio passa quindi in prestito allo Spezia, dove raccoglie 19 presenze in Serie B. In estate punta invece su di lui il Cagliari, che lo preleva in prestito con obbligo di riscatto. Mister Pisacane gli dà subito fiducia: titolare in Coppa Italia contro l’Arezzo e poi, appunto, a Parma. Il resto è storia dell’ultimo weekend.

«La Nati un obiettivo»

Un weekend che, come accennato, potrebbe cambiare le carte in tavola in ottica Nazionale. Nelle selezioni giovanili rossocrociate Romano ha giocato dall’U16 fino all’U20, passando per l’Europeo U17 del 2023 e per la fascia di capitano dell’U19. Non è invece ancora arrivata una chiamata dall’U21, sebbene il suo nome sia già apparso nella lista delle riserve. Almeno fino a pochi mesi fa, il centrocampista sembrava sentirsi pienamente calato nel percorso rossocrociato. «Al momento sono un nazionale svizzero, sono contento lì ma non si sa mai», spiegava a marzo. Poche settimane prima aveva invece definito la Nazionale maggiore elvetica «un obiettivo» per il quale lavorare. Ora, con i riflettori puntati addosso e Mancini che potrebbe muoversi in prima persona, bisognerà capire se le cose sono cambiate. E, nel caso, sarà da vedere anche come si muoverà la Svizzera. Prima ancora che a Murat Yakin, la palla dovrebbe passare ad Alex Frei e alla sua U21, dove, a questo punto, è difficile che Romano non abbia una chance. Una prima risposta arriverà già il 25 settembre, quando i giovani rossocrociati affronteranno il Lussemburgo all’AIL Arena di Lugano. Dopo il gol di Parma, l’eventuale presenza - o assenza - di Romano avrà inevitabilmente il suo peso.