Calcio

Alessandro Vogt, il bomber del futuro a prezzo discount

Il San Gallo perderà il giovane e prolifico attaccante, acquistato dall’Hoffenheim per soli 2,5 milioni di franchi, complice una clausola rescissoria inserita nel contratto del giocatore- La cifra sta facendo discutere e chiama in causa la strategia e il «potere» dei club di Super League
Alessandro Vogt, 21 anni, ha sin qui realizzato 14 reti lungo la prima stagione della carriera in Super League. © keystone/gian ehrenzeller
Massimo Solari
11.03.2026 06:00

Chi ha fatto l’affare? Alessandro Vogt? L’Hoffenheim? O, a dispetto dell’opinione più diffusa, il San Gallo? Una cosa è certa: l’ufficializzazione del trasferimento dell’attaccante biancoverde in Bundesliga sta facendo discutere. D’altronde non capita a tutti i neofiti della Super League di guadagnarsi il passaggio in uno dei principali campionati europei dopo nemmeno una stagione. I 14 gol realizzati sin qui nel torneo, ad ogni modo, parlano a favore del 21.enne elvetico. Non si può invece sostenere lo stesso della cifra investita dall’Hoffenheim per assicurarsi le sue prestazioni a partire dalla prossima estate e con un accordo valido sino al 2031. Il terzo miglior marcatore in circolazione è infatti stato ceduto per 2,7 milioni di euro (pari a 2,5 milioni di franchi). E ciò complice una clausola rescissoria inserita nel contratto del giocatore. Ebbene, per intenderci con dei profili noti alle nostre latitudini, la bibbia Transfermarkt valuta il centravanti del Lugano Georgios Koutsias 2,5 milioni di euro; stesso importo per Uran Bislimi, mentre con Belhadj si sale a quota 2,8 milioni.

L’eccezione Basilea

Sarà il futuro a precisare la «conformità» dell’operazione. Nell’ufficializzare la perdita del proprio bomber, ad ogni modo, il San Gallo non ha potuto celare amarezza e un pizzico di frustrazione. «Nonostante le promettenti prospettive delineate a favore di un talento di casa, Vogt ha scelto di unirsi all’Hoffenheim». Della serie: sì, potremmo aver perso due volte, e in termini di competitività della rosa, e sul piano economico. Agente di calciatori ed ex attaccante, Guilherme Afonso non ci va per il sottile. «Purtroppo buona parte delle società svizzera fatica a valorizzare e rispettare i propri gioielli. Ed è l’errore primordiale. Se Vogt fosse stato francese, vi assicuro che il suo nome sarebbe comparso quotidianamente sui giornali. Non solo: probabilmente avrebbe già fatto parte del giro della nazionale maggiore. Bisogna essere capaci di vendere un prodotto. Qui, invece, si tende a sminuire».

L’eccezione si chiama Basilea,forte di una reputazione unica nel panorama elvetico: «I renani, per esempio, ora non si fanno problemi a mettere in mostra il 18.enne Koloto. Non ancora un fenomeno, ma sicuramente un profilo da monetizzare in futuro» evidenzia Afonso. Un attaccante, aggiungiamo noi, della scuderia di Philipp Degen, fratello del presidente dei rossoblù David.

Cogliere l’attimo

E a proposito di esempi di parte. Afonso fa pure quello del suo assistito Emmanuel Tsimba. «Parliamo di un profilo d’attaccante che, in prospettiva, potrebbe valere 20 milioni e far parte della nazionale svizzera. Lo Young Boys, però, ha preferito anteporgli elementi stranieri, oscurandolo e rendendo inevitabile il prestito al GC. Beh, lo trovo sbagliato».

Vogt deve andare al Mondiale americano. Davvero lo meritano di più Itten o Zeqiri? Per dire: l’Italia ha fatto esordire Esposito senza il benché minimo gol in Serie A
Guilherme Afonso, agente di calciatori ed ex attaccante

Torniamo a Vogt. «Non me la sento di affermare che il San Gallo ha sbagliato su tutta la linea. Il contratto con il giocatore, evidentemente, è stato stipulato quando la reputazione del diretto interessato era un’altra. Poi, per quanto ne so, Vogt - in un primo momento - non sarebbe nemmeno dovuto rimanere a San Gallo, ma era stato addirittura proposto a un club di Challenge League. Che non l’ha voluto. Questo per evidenziare come sia stato il giocatore a costruirsi il proprio mercato. Ad attribuirsi un valore. Dapprima impressionando in allenamento e incassando così la fiducia dei biancoverdi. Dopodiché attraverso l’esplosione in Super League a suon di reti. Di colpo, dunque, il massimo campionato svizzero si è rivelato troppo piccolo per Vogt. Ora, per contro, si tratterà di capire se a risultare eccessiva per il giocatore è una realtà come l’Hoffenheim, terza forza della Bundesliga. Personalmente, credo che abbia fatto bene a cogliere l’attimo».

Da Geubbels a Pio

Quanto avvenuto in casa San Gallo nel giro di sei mesi, tuttavia, è paradossale. Già, perché lo scorso agosto Willem Geubbels - 14 reti come Vogt lungo la stagione 2024-25 - era stato venduto al Paris FC per 10 milioni di franchi. Insomma, 7,5 in più rispetto al suo successore. «Ma qui - evidenzia Afonso - torniamo al problema evocato in precedenza. Troppi club svizzeri si rifiutano di valutare i propri talenti alla stregua di quanto fanno con gli stranieri. Geubbels, in ogni caso, era una grande promessa del calcio francese, che il Monaco nel 2018 prelevò dal Lione per ben 20 milioni di euro. Vogt, a luglio, valeva forse 100.000 franchi. Una storia incredibile».

Già. Una storia che potrebbe persino fare rima con Mondiale 2026. «Vogt deve andare in America» sentenzia Afonso, commentatore della nazionale svizzera per la RSI. «Si è meritato questa esperienza sul campo. È giovane e un domani potrebbe essere rivenduto per 20-25 milioni. Peccato che in casa ASF, puntualmente, si privilegino i profili attivi all’estero. Ma davvero Itten, che milita in Zweite Bundesliga, e Zeqiri, che fatica a segnare nel campionato polacco, sono da preferire alla punta del San Gallo? Ripeto, se possedesse un altro passaporto, parleremmo già di un giocatore della nazionale A». Oddio, in realtà l’attaccante della U21 elvetica dispone altresì della cittadinanza italiana. Ed è proprio con la selezione azzurra che Afonso tiene ad avanzare un paragone. «Si prenda Pio Esposito. Con l’Inter ha disputato un paio di partite al Mondiale per club, per poi esordire in Serie A a fine agosto. E che cosa è successo? Una settimana più tardi è stato convocato in nazionale da Gattuso».

Chi ci guadagna

Chi ha fatto l’affare, dunque? «A strofinarsi le mani è l’agente di Vogt» osserva Afonso. Il San Gallo, leggiamo, avrebbe cercato in tutti i modi di cambiare le condizioni del contratto in vigore con l’attaccante, eliminandone la clausola rescissoria e rivedendo al rialzo il salario. «In questo modo, invece, si è riusciti a far spendere di meno l’Hoffenheim, da cui - con ogni probabilità - il procuratore del giocatore ha però preteso una commissione più alta».