Calcio

Bengondo, un talento ticinese al GC: «Dopo una stagione difficile, il gol mi ha fatto piangere»

Intervista all'attaccante delle cavallette, cresciuto tra Bellinzona, Lugano e Taverne - Messa alle spalle una lunga assenza per infortunio, nel weekend il ventenne ha segnato la sua prima rete in Super League
La gioia di Samuele Bengondo, primo da sinistra, dopo la sua rete al Losanna. © KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD
Giacomo Notari
28.07.2026 06:00

Il 4 ottobre 2025 Samuele Bengondo esordiva tra i professionisti con la maglia del Grasshopper nel derby della Limmat. Un momento indimenticabile che solo qualche giorno dopo fu però seguito da un grave infortunio, che ha tenuto il ticinese – cresciuto tra Bellinzona, Lugano e Taverne – lontano dai campi per mesi. Il figlio dell’ex attaccante granata Patrick si è però lasciato questo brutto periodo alle spalle e ha iniziato la nuova stagione col botto, segnando la sua prima rete in Super League alla prima di campionato contro il Losanna.

Cosa hai provato dopo il gol?
«È stata un’emozione veramente forte. Sia quando ho visto la palla entrare, sia dopo la partita. Giocare e segnare davanti a così tante persone è un sogno di bambino che ci si porta dentro per tutta la vita. Durante i festeggiamenti per il gol mi sono quasi commosso. Dopo la partita, invece, mi sono preso un momento per stare con me stesso e per ripensare a tutti i sacrifici che ho dovuto fare per arrivare fin qui. Ho ripensato a quel ragazzino che ha iniziato a giocare a cinque anni nel Bellinzona, e che era appena riuscito a togliersi una grande soddisfazione. Ogni volta che riguardo il gol riprovo emozioni bellissime. La sera dopo ho faticato a dormire…».

Hai pianto?
«Devo essere onesto: un po’ sì. Anche perché ho dovuto stare sette mesi a guardare gli altri giocare, mentre io dovevo fare riabilitazione. È stato un periodo molto duro, ho aspettato a lungo questo momento».

A chi dedichi questa rete?
«Una volta finita la partita, il primo messaggio al quale ho risposto è stato quello di mia madre. Questo gol lo dedico a lei, perché ha sempre fatto tanti sacrifici per aiutarmi a rincorrere il mio sogno, portandomi agli allenamenti, sobbarcandosi ore e ore di auto. Il primo pensiero è andato a lei. Poi, ovviamente, anche a tutti i miei altri familiari, che mi hanno sempre supportato».

Quanto era importante per te essere subito decisivo, dopo l’ultimo anno difficile?
«È stato molto bello. Per un attaccante, il gol è un’ossessione. Quando viene a mancare, diventa dura, perché la pressione aumenta. Trovare subito il gol mi ha fatto capire che posso segnarne ancora. Riguardo l’anno passato, è stato difficile, perché ho visto tutta la stagione passarmi davanti, ma ho imparato tanto. Quando esordisci in ottobre e una settimana dopo il medico ti dice che devi operarti, è un brutto colpo. Ora voglio godermi questa stagione e recuperare il tempo perso».

Che ruolo ti aspetti di avere in questa stagione appena cominciata?
«La cosa più importante per me è rimanere in salute, cercando di collezionare più minuti possibili e di aiutare la squadra. Non sono un giocatore di esperienza come lo sono altri nella rosa, ma sono convinto di poter farmi valere».

Che rapporto hai con il tecnico delle cavallette Peter Zeidler?
«Penso che sia un grande allenatore. Mi piace il fatto che voglia sempre avere un dialogo con i propri giocatori, anche attraverso colloqui individuali. A inizio stagione è stato corretto con me, mi ha subito detto che era curioso di vedere le mie qualità. Sono molto grato del fatto che mi abbia fatto esordire in questa nuova stagione e spero di averlo reso felice con questo gol».

Poco più di un anno fa, giocavi ancora in Prima Lega Classic con il Taverne…
«Ripenso spesso al mio percorso e ne vado fiero, però non mi sento ancora arrivato da nessuna parte. Sono sulla strada giusta, e guardando indietro ripenso a quando sono andato via dal Lugano U17 per andare al Bellinzona U19, ai sei mesi che ho passato senza squadra. Ho sempre saputo che la mia opportunità sarebbe arrivata, ma non pensavo così velocemente. Sono molto grato di tutto ciò e spero che il mio percorso possa dimostrare a tutti che è possibile farcela».

Come hai ricordato, sei anche passato dal Bellinzona e dal Lugano durante la tua formazione: che legami hai con questi club?
«Ho trascorso più tempo a Bellinzona che a Lugano. Sono due società che mi hanno formato, che mi hanno dato l’opportunità di migliorare, di crescere. Sono felice di essere passato dai loro settori giovanili».

La prossima partita di campionato sarà proprio contro il Lugano. Che sapore avrà per te?
«Anche se non ci sono rimasto a lungo e non ho mai giocato con la prima squadra, vedere questi colori mi fa un certo effetto. Personalmente la ritengo importante come partita. È una gara che avrei già voluto giocare l’anno scorso. Spero di fare il meglio possibile».

A vent’anni e con tutta la carriera davanti, quali sono i tuoi sogni?
«Vestire la maglia di una selezione nazionale e disputare un torneo maggiore sarebbe un traguardo molto bello (ndr: Bengondo dispone della nazionalità svizzera, camerunese e italiana). Anche alzare una coppa come la Champions League, l’Europa League o anche la Conference League sarebbe un sogno».