Calcio

Caos visti ai Mondiali: l'Iran denuncia un trattamento «discriminatorio» da parte degli USA

Giocatori e staff tecnico potranno entrare regolarmente negli Stati Uniti, ma ad altre 15 persone della delegazione al momento è stato negato il visto
©Khalil Hamra
Red. Online
06.06.2026 15:45

L'Iran e i Mondiali. Un tema, di per sé, scottante complice, evidentemente, la situazione geopolitica, con Washington e Teheran impegnati in lunghi e tesissimi negoziati per porre fine alla guerra scatenata dagli Stati Uniti e da Israele. Dopo che, ieri, un funzionario della Casa Bianca ha confermato a Reuters che il cosiddetto Team Melli aveva ricevuto i visti necessari per entrare nel Paese e disputare la Coppa del Mondo, oggi l'Iran ha denunciato un «trattamento discriminatorio». Nello specifico, le autorità americane hanno negato il visto a diversi membri della delegazione iraniana

Parliamo, in totale, di 15 persone. Così un inviato speciale della televisione di Stato iraniana in Turchia, dove si trovavano i giocatori: «I visti sono stati rilasciati per i calciatori della nazionale e lo staff tecnico, ma 15 membri dello staff amministrativo e di supporto si trovano ad affrontare delle difficoltà e non hanno ancora ricevuto il visto». E ancora: «Perché non dite che i visti sono stati negati a gran parte del personale direttivo e di gestione, ai consulenti tecnici e ad altre persone che sono parte integrante della squadra nazionale?» ha scritto su X l’Ambasciata iraniana in Turchia, definendo questi rifiuti «il massimo livello di trattamento discriminatorio intenzionale» nei confronti di Teheran. 

Tom Barrack, ambasciatore statunitense in Turchia, ieri aveva appunto annunciato che la nazionale iraniana aveva ottenuto i visti per gli Stati Uniti, parlando di «una mossa per la pace». La squadra disputerà la sua prima partita del torneo il prossimo 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. Secondo diversi media iraniani, fra cui il portale sportivo Varzesh3, il presidente della Federcalcio iraniana Mehdi Taj figura fra le 15 persone cui non è stato concesso il visto. Lo stesso Varzesh3 cita pure il segretario senerale e il vice-presidente della Federazione, il responsabile degli affari internazionali, quello della sicurezza, il responsabile stampa e persino l'analista e il responsabile della logistica. In altre parole, la spina dorsale della delegazione.

Le incertezze relative all'ottenimento dei visti hanno costretto l'Iran a spostare il proprio campo base da Tucson, in Arizona, a Tijuana in Messico. Secondo le informazioni raccolte dai media iraniani, il Team Melli potra soggiornare negli Stati Uniti solo a partire dalla vigilia delle partite e fino al giorno successivo del match. Di fatto, la collaborazione tra le autorità statunitensi e la nazionale iraniana sarà minima e, concretamente, limitata al rispetto dei protocolli ufficiali e legali della FIFA, tra cui l'allenamento di rifinitura e la conferenza stampa allo stadio il giorno prima di ogni partita del Mondiale.

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