Calcio

Caso Xhaka, emergono nuovi dubbi sul certificato Covid

Il «Blick» ha ottenuto il presunto falso documento: «Incongruenze tra le date della vaccinazione a Lucerna e gli impegni del giocatore»
©KEYSTONE/PETER KLAUNZER
Red. Online
20.09.2026 12:00

Emergono nuovi elementi sul caso del presunto certificato Covid falso ottenuto da Granit Xhaka. Secondo il Blick, quanto affermato venerdì dal portavoce del capitano della Nazionale svizzera, Andreas Bantel, paleserebbe incongruenze con il documento, presumibilmente falsificato da una dottoressa di Luecrna, e ora in possesso del giornale zurighese.

Bantel ha dichiarato nelle scorse ore che Xhaka è stato «vaccinato contro il Covid per la prima volta il 25 gennaio 2022 e per la seconda volta l'11 novembre 2022».

Stando al certificato ottenuto dal Blick, tuttavia, la seconda vaccinazione avrebbe avuto luogo l'8 novembre, e non l'11 novembre. La prima vaccinazione, invece, è effettivamente datata 25 gennaio 2022. Bantel, interpellato sulla discrepanza di date, ha quindi confermato che il calciatore ha ricevuto la seconda dose del vaccino l'8 novembre, aggiungendo: «Chiedo scusa per questa svista relativa alla data, avvenuta nella foga del momento».

Il dettaglio sulle date è importante. La tempistica delle presunte vaccinazioni è infatti cruciale al fine dell'indagine della Procura di Lucerna. Il certificato di vaccinazione attesta che Xhaka si è recato personalmente dalla dottoressa a Lucerna. Qualora si scoprisse che il capitano della nazionale si trovava all'estero in quelle date, la sua presunta visita medica in Svizzera risulterebbe inverosimile.

Secondo il Blick, all'inizio di novembre 2022, Xhaka ha giocato tre partite in Inghilterra, indossando la maglia dell'Arsenal. Il 6 novembre è sceso in campo contro il Chelsea. Due giorni dopo, l'8 novembre, sarebbe quindi stato vaccinato a Lucerna, per poi tornare in campo a Londra il 9 novembre contro il Brighton e di nuovo il 12 novembre in trasferta contro il Wolverhampton Wanderers.

Il quotidiano zurighese evidenzia come sia insolito che venga permesso a un calciatore di fare un viaggio in Svizzera dall’Inghilterra con un calendario di partite tanto fitto, specialmente «considerando i rigidi programmi di un grande club. Inoltre, l'Arsenal avrebbe potuto facilmente organizzare una vaccinazione per lui in loco. E anche senza l'aiuto del club, avrebbe potuto vaccinarsi a Londra in breve tempo», evidenzia ancora il Blick.

Sorgono dubbi pure sulla sede della vaccinazione. Perché proprio Lucerna? In una intervista pubblicata dallo stesso Blick il 13 novembre 2022, Xhaka ha dichiarato: «Zurigo e Lucerna non fanno per me. La mia città è Basilea». L’intervista in questione venne realizzata il 6 novembre, appena due giorni prima della presunta vaccinazione del capitano della Nati, presso un ristorante nel sobborgo londinese di Radlett, a 15 minuti dal campus dell'Arsenal. L'allora responsabile calcistico del giornale zurighese si recò a Londra appositamente per l'intervista. E qui il quotidiano pone un altro dubbio: non sarebbe stato più semplice incontrare Xhaka direttamente in Svizzera dove - stando al documento Covid- sarebbe tornato per vaccinarsi?