Certificati Covid fasulli: dopo Xhaka anche Embolo rinuncia alla Nazionale

Anche Breel Embolo non vestirà la maglia della Nazionale nel quadro dei primi incontri di Nations League. Anche lui, come Granit Xhaka, a causa di un processo penale legato alla falsificazione di certificati in ambito Covid. A portare alla luce la vicenda è stata un'inchiesta di «Schweiz Heute», ma non mancano le differenze con la bufera che ha travolto il capitano rossocrociato, reo di aver acquistato un attestato di vaccinazione falso.
Embolo, è emerso, è stato invece condannato per istigazione alla falsificazione di documenti. Nel dettaglio test anti-Covid finalizzati a viaggi. Quando? Nel novembre del 2025, dalla Procura di Basilea. Il tutto, inoltre, per fatti già emersi pubblicamente. Solamente, non si era ancora a conoscenza di un'eventuale sanzione a carico del giocatore. Questa è per l'appunto stata pronunciata e prevede, con la condizionale, 20 rate giornaliere da 3.000 franchi.
Nel dettaglio, nel febbraio 2021 un membro della banda di motociclisti Hells Angels propose a Embolo due certificati di viaggo Covid falsi. L'offerta venne accettata, con l'obiettivo di favorire sé e una conoscente. I certificati erano stati rilasciati da una dipendente di un laboratorio di Basilea. La donna si era auto-prelevata campioni di tampone nasale e faringeo e li aveva inviati per l'analisi con nomi falsi. Dopodiché aveva riprodotto i documenti alterati. Le indagini, tuttavia, non hanno provato se l'attaccante abbia effettivamente utilizzato o meno il certificato falso. Quest'ultimo, in ogni caso, non sarebbe servito per trasferte con la Nazionale o con il club, all'epoca il Borussia Mönchengladbach, ma per scopi privati. I vari elementi sono emersi indagando sulla figura legata agli Hells Angels.
Su richiesta, Embolo ha fornito chiarimenti. Ha sottolineato che la sanzione riguardava essenzialmente una questione già riportata dai media. E ha precisato: «Mi sono reso conto che le mie azioni all'epoca erano sbagliate e me ne assumo la responsabilità. Pertanto, ho accettato la sanzione».
È stato inoltre accertato, leggiamo, che Embolo non ha nascosto un'infezione tramite il certificato falso. Tre giorni prima e cinque giorni dopo il rilascio del certificato, ha giocato con il Borussia Mönchengladbach contro Colonia e Wolfsburg. Ciò è stato possibile solo grazie a test negativi, che il club effettuava più volte a settimana. Tuttavia, questi risultati non erano validi come certificati di viaggio.
ll caso Embolo, ad ogni modo, differisce da quello di Xhaka. Embolo aveva falsificato i certificati dei test; Xhaka è accusato - e lo ha per altro ammesso - di aver ottenuto un certificato di vaccinazione falso. La questione riguardante Xhaka è venuta alla luce solo a seguito delle rivelazioni del Blick, e la Procura di Lucerna sta ancora indagando, con il giocatore che dovrà essere sentito dagli inquirenti a ottobre. Nel caso di Embolo, la condanna è diventata pubblica solo ora; il contesto era noto.
Il punto di contatto, semmai, è rappresentato dal citato membro della banda Hells Angels, inserito nella cerchia di amicizie di Xhaka e Embolo. Foto, video e like reciprochi si sono sprecati negli anni, emergendo durante l'indagine della Procura basilese. Non solo. A questa persona, in passato, si era affidato pure il commissario tecnico Murat Yakin, in particolare per la compravendita di orologi di lusso. Gli Hells Angels, lo ricordiamo, sono noti a livello internazionale per i legami con la criminalità organizzata. Anche se all'epoca giocatori e allenatore non sarebbero stati a conoscenza dell'appartenenza dell'uomo alla banda.
Letta oggi, la questione riporta inoltre in auge anche il visto negato a Embolo per l'entrata negli Stati Uniti, in vista dei Mondiali 2026. In un primo momento, la decisione delle autorità, che non avevano accettato la procedura d'ingresso anticipato su territorio americano, era stata ricondotta alla condanna per minacce pronunciata dalla Corte d'Appello di Basilea nel mese d'aprile, per fatti risalenti al 2018. Anche l'ASF aveva fatto riferimento a questa sentenza, indicandola quale pietra d'inciampo per l'ottenimento del visto. La condanna per istigazione alla falsificazione, a questo punto, potrebbe però aver a sua volta inciso sulle riserve delle autorità. A Embolo era stato comunque permesso di raggiungere la squadra a San Diego dopo alcuni giorni.
Ora la Federcalcio elvetica ha comunicato che Embolo, squalificato per i match in Macedonia del Nord e Scozia, non si unirà al gruppo «in modo che la squadra possa concentrarsi al meglio sulle prossime partite di Nations League».