Club svizzeri e competizioni europee: e se fosse un addio?

Se lo dovrà godere, il Losanna. Lo spareggio di ritorno previsto stasera contro i cechi del Sigma Olomouc potrebbe infatti sancire non solo la fine del percorso dei vodesi in Conference League, ma anche costituire l’ultima partecipazione di una compagine elvetica a una fase finale di una competizione europea per un bel po’. Dalla stagione prossima, complice lo scivolone della Svizzera nel ranking UEFA, la strada verso la qualificazione, oltre ad essere riservata a meno squadre, diventerà infatti più ardua per i club di Super League. Potrebbe rimanere privo di Europa anche il futuro campione del nostro campionato, per intenderci. Una situazione pericolosa, che merita riflessioni e interrogativi.
Sempre meno posti
Innanzitutto, come si è arrivati a questo punto? A marzo scorso, è stato pubblicato il ranking UEFA 2025, stabilito su base quinquennale e destinato a entrare in vigore questa estate. A risultare determinanti, per stabilire la classifica che ha visto la Svizzera passare dal 12.al 17.posto, sono stati i risultati ottenuti dai club dei vari paesi rappresentati dalla stagione 2020-21 a quella scorsa. Eccole le cause del nostro scivolone, e pure le sue conseguenze. Le squadre svizzere che potranno partecipare alle qualificazioni europee non saranno più cinque - le quattro prime della Super League e la vincitrice della Coppa -, ma quattro: le prime tre del campionato e la vincitrice della Coppa. Inoltre, il cammino verso le fasi campionato di una delle tre competizioni diventerà più complicato per tutte. Pure il campione, che disputava sin qui lo spareggio di Champions, ed era dunque sicuro di accedere perlomeno all’Europa League, potrebbe rimanere a mani vuote. Ad attenderlo sarà infatti il Q2 di Champions, mentre le sue due inseguitrici entreranno in lizza nel Q2 di Conference League, e saranno dunque costrette a passare tre turni per regalarsi i giochi che contano. Per non parlare del vincitore della Coppa Svizzera, che di turni - partendo dal Q1 diEL - ne dovrà superare addirittura quattro. Preoccupante, già. Anche per questo motivo il Losanna è chiamato ad assaporare e prolungare il più possibile la sua avventura.
Imprese cercansi
Dettaglio: se il nuovo ranking UEFA avesse fatto testo già l’estate scorsa, i vodesi avrebbero visto l’Europa solo in cartolina. Il Losanna, allora guidato da Ludovic Magnin, aveva infatti chiuso il campionato al quinto posto, reso «europeo» dalla vittoria del Basilea - campione svizzero - in finale di Coppa contro il Bienne. Custodio e compagni avevano poi sfruttato l’opportunità passando ben tre turni di Conference League e qualificandosi con pieno merito al tabellone principale. Ma sarà tutt’altro che scontato, per le compagini che chiuderanno la stagione al secondo e terzo posto di Super League, ripetere l’epopea dei vodesi. «Questo cambiamento, è evidente, rappresenta una pessima notizia per il calcio svizzero» conferma Stéphane Henchoz, direttore sportivo del club losannese dall’estate del 2024: «È nostro compito renderci conto dell’opportunità che questa competizione rappresenta per il club e fare di tutto per rimanere in corsa».
«Il riflesso del nostro livello»
Uscendo dal discorso legato alla stretta attualità, l’ex nazionale svizzero analizza in modo critico quella che diventerà la nuova realtà delle compagini elvetiche sulla scena europea: «La dinamica è preoccupante, certo, - ammette Henchoz -. Durante le ultime stagioni abbiamo spesso avuto squadre svizzere che hanno fatto dei bei percorsi in Europa, penso al Basilea o al Servette ultimamente, ma raramente due squadre svizzere ci sono riuscite in una stessa stagione. Quello che sta succedendo oggi è il riflesso del livello delle nostre squadre, non possiamo nasconderci. Ci stiamo rendendo conto che certe squadre provenienti da campionati che credevamo inferiori al nostro sono in fin dei conti attrezzate quanto le nostre, se non migliori». Riconoscerlo è un primo passo, ma che direzione deve prendere il calcio svizzero per essere maggiormente competitivo e risalire il ranking UEFA? «È una questione complessa e io di certo non ho la formula magica, - risponde il ds del Losanna -. Quello che posso affermare è che l’Europa fa la differenza per le squadre del nostro campionato. Innanzitutto a livello finanziario, considerati i guadagni legati alla partecipazione alle sue competizioni. Inoltre, si parla di vetrine importanti per valorizzare i giocatori in ottica di una futura rivendita. Insomma, un palcoscenico indispensabile per i club svizzeri. La soluzione più conveniente sarebbe quella di formare e di valorizzare giocatori del proprio settore giovanile per poi rivenderli, ma vediamo anche che non ci sono così tanti giovani che giocano regolarmente in Super League. Insomma, è una situazione complicata». E difficile da spiegare. Quello che è certo è che un modo per risalire il ranking UEFA andrà trovato. E allora imprese cercansi.