Calcio

Cristiano Ronaldo dice addio alla Nazionale

L'annuncio è stato fatto dallo stesso calciatore portoghese sul suo profilo Instagram
© AP Photo/Armando Franca
Red. Online
05.11.2026 11:41

Cristiano Ronaldo dice addio alla nazionale portoghese. L'annuncio è stato fatto dallo stesso CR7 su Instagram. Il cinque volte vincitore del Pallone d'Oro, autore di 146 gol in 234 presenze in nazionale, si era laureato campione d'Europa con la selezione del suo Paese nel 2016.

«Per me è giunto il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale», dice Cristiano Ronaldo nel video affidato a Instagram. «Non l’ho mai considerata esclusivamente mia, ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, di difenderla e di portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è giunto il momento di passare il testimone e di guardare al futuro. Non è stata una scelta facile: ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa, ma anche con il cuore».

CR7 ripercorre dunque il percorso fatto con la Nazionale del suo Paese. «Si conclude un percorso iniziato nell’agosto del 2003 che ha cambiato per sempre la mia vita. Quando guardo indietro e penso a tutto ciò che ho vissuto in Nazionale, non vedo solo partite, gol, record o trofei: vedo persone, vedo portoghesi che vivono all'estero che per novanta minuti sentono il proprio Paese più vicino, vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto di persona, ma che hanno fatto parte della mia vita. Perché, in fin dei conti, il calcio è molto più di un semplice gioco. Il calcio sono le persone».

CR7 racconta dunque il proprio rapporto con la Nazionale. «Durante tutta la carriera in nazionale, ho cercato di superare i miei limiti. Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo scrivere la storia. Sono sempre stato esigente con me stesso. Ho sempre voluto di più, ho sempre creduto che potessimo arrivare più lontano. E ho dato tutto quello che avevo per questa maglia. Ci sono stati pomeriggi e serate perfetti, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai, ci sono state sconfitte che ancora oggi mi fa male ricordare. Ho anche fallito, ho anche sofferto, ci sono stati momenti in cui non sono riuscito a dare ai portoghesi ciò che desideravano tanto. Ma non mi sono mai arreso. E, soprattutto, non ho mai smesso di essere orgoglioso di rappresentare il Portogallo».

Il discorso si fa quindi filosofico. «Nel corso di questi anni ho imparato cose molto semplici: i gol passano, le coppe restano nei musei, i record finiscono per essere battuti. Ma c’è qualcosa che il tempo non riesce mai a cancellare: il posto che occupiamo nel cuore delle persone. Se mai vi ho reso felici, se mai un mio gol vi ha spinto ad abbracciare qualcuno, a dimenticare una preoccupazione o a provare orgoglio per il nostro Paese, allora ne è valsa la pena. Perché essere portoghesi significa anche questo. Soffriamo insieme, ci rialziamo insieme. Ci crediamo di nuovo».

Cristiano Ronaldo guarda quindi al futuro della Nazionale. «Il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che sognino, di giocatori che non si arrendano mai, di nuove generazioni che credano che sia possibile arrivare dove nessuno è mai arrivato. Perché un Paese che continua a creare nuovi eroi è un paese che non smette mai di credere in se stesso».

I pensieri vanno quindi ai suoi compagni e allo staff: «Ai miei compagni della nazionale, voglio dedicare una parola speciale. Grazie per ogni corsa, per ogni abbraccio, per ogni discussione, per ogni silenzio prima di scendere in campo, per ogni vittoria che abbiamo festeggiato insieme e per ogni sconfitta che ci ha resi più forti. Ho avuto il privilegio di essere il vostro capitano, ma nessun capitano cammina da solo. E voi fate parte della mia storia. A tutti gli allenatori, i dirigenti, i medici, i fisioterapisti, gli addetti al guardaroba, i collaboratori e alle tante persone che hanno lavorato con me nel corso di questi anni, il mio grazie. Molti di voi non sono mai apparsi nelle fotografie, ma senza di voi nessuna di quelle foto sarebbe stata possibile».

CR7 si rivolge dunque a un altro pilastro che lo ha sostenuto in questi anni: la famiglia. «Alla mia famiglia, grazie per aver condiviso con me questo sogno. Grazie per aver compreso le assenze, i sacrifici e i momenti in cui la nazionale ha dovuto occupare uno spazio che apparteneva anche a voi. Se sono arrivato così lontano, è perché siamo sempre stati uniti».

«E ai portoghesi, a tutti i portoghesi sparsi per il mondo, voglio dirvi un’ultima cosa. C’è un’immagine che porterò sempre con me: il momento in cui inizia l’inno nazionale. Mi guardo intorno, vedo i miei compagni, vedo le tribune, vedo bambini, madri, padri e nonni, vedo portoghesi che sono venuti da così lontano solo per essere lì. E in quei minuti smettiamo di essere diversi. Non esistono club, non esistono colori, non esistono classi sociali, non esistono professioni, non esistono opinioni. C’è solo una passione: il Portogallo. È questo sentimento che porterò con me per il resto della vita. Oggi si conclude il mio percorso in campo con la nazionale. Me ne vado a testa alta, orgoglioso del percorso che ho compiuto e con la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, a emozionarmi e a festeggiare ogni vittoria del Portogallo con il mio classico "Siuuuuu". Ho dedicato la mia vita a lavorare per diventare il miglior calciatore del mondo. Oggi capisco che la vittoria più grande è stata quella di essermi guadagnato il diritto di rappresentare il miglior Paese del mondo. Grazie per questi ventitré anni. Grazie per aver creduto in me. Grazie per avermi permesso di vivere un sogno iniziato quando ero solo un ragazzino a Madeira, che correva dietro a un pallone. La maglia numero sette rimane. L’orgoglio di averla indossata sarà mio per sempre. Il Portogallo sarà sempre dentro di me», conclude Cristiano Ronaldo.