Croci-Torti: «Abbiamo dimostrato di volere i tre punti»

Le sorti del campionato, ormai, parevano segnate da tempo. Nel suo 35. turno, però, la Super League ha sancito definitivamente l’impresa del Thun. Pur perdendo - per la quarta volta nelle ultime cinque partite - i bernesi si sono laureati campioni svizzeri, per la prima volta nella loro storia, grazie alla battuta d’arresto del San Gallo al cospetto del Sion. A tre sole partite dalla fine, gli undici punti che separano la squadra di Mauro Lustrinelli dai biancoverdi - secondi, e raggiunti dal Lugano - sono irrecuperabili.
«Grande compattezza»
Se il titolo è stato deciso con ampio margine, di «corto muso», invece, è stato l’ennesimo successo del Lugano. Per la quarta sfida consecutiva, infatti, i bianconeri hanno saputo imporsi con il minimo degli scarti, segnando appena un gol. Tuttavia, di «allegriano», questa affermazione, ha avuto ben poco. A Cornaredo, contro lo Young Boys, il Lugano avrebbe potuto vincere in maniera molto più netta. Tante, troppe le occasioni sprecate - vedi le due, a testa, scialacquate da Behrens e Delcroix - così a decidere la contesa è stato Renato Steffen, quando ci si stava ormai avvicinando allo scadere e a un pareggio che sarebbe stato ingiusto. «La vittoria è meritatissima - ha dichiarato Mattia Croci-Torti - perché dal primo secondo abbiamo dimostrato di voler conquistare i tre punti. Devo fare tanti complimenti alla mia squadra, perché dopo le vittorie di Sion e Basilea c’era un pizzico di pressione in più sulle nostre spalle». E il risultato, come accennato, è ormai diventato una costante. «Questi continui 1-0 dimostrano da un lato una scarsa efficienza realizzativa, ma dall’altra davvero una grande compattezza da parte nostra» - ha analizzato l’allenatore bianconero. «Davanti facciamo fatica, abbiamo pochi giocatori che al momento fanno delle giocate decisive e se vogliamo chiudere il campionato al secondo posto, nelle ultime tre partite questo sarà l’unico aspetto su cui dovremo migliorare».
Proprio la differenza reti, in questo momento, condanna il Lugano a discapito del San Gallo, che occupa ancora momentaneamente il posto dei vice-campioni. La prossima giornata, però, è previsto lo scontro diretto. «Anche questo fine settimana, i nostri prossimi rivali hanno dimostrato di avere altri pensieri, oltre al campionato, per la testa. Deve fare attenzione, il San Gallo, perché potenzialmente può arrivare perfino quinto. Imporsi negli ultimi tre turni significherebbe avere la certezza di chiudere secondi - ha affermato il Crus - e il mio unico pensiero fisso era proprio quello di avere il destino tra le nostre mani. In questo senso, era importante guadagnare almeno un punto contro l’YB. Non volevo che ci sbilanciassimo per provare a vincere la partita a tutti i costi».
«Il mea culpa spetta ad altri»
Nonostante il problema cronico del gol, a Cornaredo il Lugano ha dimostrato di vivere un ottimo momento di forma. C’è, allora, anche qualche rimpianto per il fatto di non essere riusciti a contendersi il titolo fino all’ultimo? «Penso che non avremmo potuto vincere il campionato. Ciò che ha fatto il Thun - grazie, in particolare, a un filotto impressionante di vittorie - è stato speciale e unico. Noi, anche con un paio di vittorie in più - ha ammesso il tecnico momò - saremmo comunque rimasti lontani da loro. Dopo un inizio stagionale non all’altezza, abbiamo fatto quel che dovevamo. Abbiamo persino perso meno partite del Thun, che - tranne negli scontri con il Lugano - è volato via vincendo sostanzialmente contro ogni squadra. C’è sicuramente del rammarico, ma non siamo noi a dover fare mea culpa. È stata colpa degli altri, più che del Lugano».
Per la corsa verso l’Europa, resta uno sprint finale con tre partite da disputare nel giro di una settimana. «Non festeggiamo troppo, stiamo sul pezzo perché arrivano sette giorni in cui ci giochiamo tutto». Anche contro San Gallo, Sion e Basilea, per i bianconeri, sarà importante l’apporto di Belhadj, apparso ritrovato. «La sua stagione non è stata quella che mi aspettavo, ma ha fatto uno step in termini di concentrazione e gli sono riconoscente».
