Croci-Torti: «Abbiamo saputo soffrire dal primo all’ultimo secondo»

Abbiamo aspettato la pioggia tutta l’estate. È arrivata per il giorno più importante, finora, della stagione del Lugano. E non ha smesso di scrosciare per tutto il match. Soltanto poco dopo il triplice fischio, all’uscita di scena dei bianconeri e del Maccabi Tel Aviv, anche il cielo ha dato tregua alla AIL Arena, che ha retto alla perfezione la furia del tempo abbattutasi per tutta la giornata sul suo impeccabile manto erboso. Attendevamo la pioggia da settimane, dicevamo. Ha portato fortuna? Decisamente sì. L’andata del playoff di Conference League è finita 2 a 1 in favore dei padroni di casa. No, nulla è ancora deciso. La strada, in altre parole, è ancora lunga. Ma il primo passo è stato ottimamente compiuto da Steffen e compagni, che hanno messo il muso avanti e ora intravedono, anche se solo dallo spioncino della porta, l’agognata fase campionato della rassegna continentale.
Una sfida delicata
Era una sfida delicata, quella di stasera. Che il Lugano ha affrontato nel migliore dei modi. Prima di tutto con tanto spirito di sacrificio da parte di tutti. Poi con le reti, quelle messe a segno da Behrens alla mezzora e quella dell’implacabile Anto Grgic dal dischetto, quando scorreva il minuto 54. No, neanche quando gli israeliani hanno riportato il risultato in parità, rientrando dagli spogliatoi con maggior piglio e grinta, i bianconeri si sono scomposti. «Ci siamo», urlava Mattia Croci-Torti dalla panchina. Ed era effettivamente così. «Abbiamo saputo soffrire dal primo all’ultimo secondo», ha confermato il tecnico momò ai microfoni della RSI. «Sapevamo che sarebbe stata una battaglia. Il Maccabi Tel Aviv sa come giocare queste partite. Non abbiamo avuto timore di fare una gara diversa rispetto al solito, lasciando un po’ più la palla all’avversario e attaccando gli spazi. Siamo riusciti a crearci le nostre occasioni e ci teniamo stretto questo risultato, perché dà continuità a quello che stiamo facendo». Ora testa alla partita di ritorno. Che sarà intensa tanto quanto quella d'andata. «È una sfida che si gioca su 180 minuti e andare in Georgia (in campo neutro, ndr) con due risultati possibili è un gran vantaggio. Il rinvio della partita con il San Gallo (inizialmente in programma questa domenica, ndr) ci permette di preparare al meglio il ritorno. Dovremo essere bravi a ricaricarci, cercando di capire cosa abbiamo fatto bene e cosa invece va migliorato. Possiamo fare meglio con la palla a livello di qualità, ma nel complesso abbiamo concesso poco, difendendoci in modo compatto. Siamo stati intelligenti, ma dobbiamo rimanere concentrati».
Sì, a questo Maccabi è meglio non concedere troppo spazio. Quando gliene è stato regalato, ha sempre fatto venire i brividi ai tifosi bianconeri. «Calma», predicava ancora il Crus da bordo campo quando il cronometro si avvicinava al 90’. Già, servirà pazienza e sacrificio anche nella gara di ritorno. Che il Lugano, ad ogni modo, affronterà un passo avanti agli israeliani. E questo, in fondo, è il dato che più conta.


