Calcio

Croci-Torti: «È una partita speciale, ma non guardiamo alla classifica»

A cinque anni esatti dalla sua prima partita sulla panchina del Lugano, il Crus affronta l'YB da primo della classe: «Ci interessa solo dare continuità ai nostri risultati»
Mattia Croci-Torti non vuole guardare troppo oltre il match di questa sera. © CdT/Gabriele Putzu
12.09.2026 06:00

Ci ha pensato anche il calendario - o, per meglio dire, il caso - a dare un significato aggiuntivo a Lugano-Young Boys di questa sera (alle 19). Non che in casa bianconera ci fosse particolare bisogno di ulteriori stimoli nell’affrontare una partita che la sola classifica rende stuzzicante a dovere, ma quanto meno le ha aggiunto una coincidenza speciale. Esattamente cinque anni fa, il 12 settembre 2021, Mattia Croci-Torti sedeva per la prima volta sulla panchina del Lugano da allenatore. Fino a pochi giorni prima vice di Abel Braga, la nuova proprietà americana gli aveva affidato ad interim una squadra che conosceva bene, più per necessità che sulla base di un progetto già definito. Quel pomeriggio di fine estate nel vecchio Cornaredo (il nuovo stadio attendeva ancora l’esito delle urne), i bianconeri fermarono sull’1-1 il Basilea, e otto giorni dopo arrivò la conferma. Cinque anni più tardi, nella stessa data ma nel suo nuovo gioiello (che per stasera si preannuncia incandescente), il Crus e il suo Lugano attendono lo Young Boys nello scontro al vertice della Super League. Da esordiente al quale si era aperta quasi all’improvviso l’occasione di una vita, Croci-Torti si appresta così a vivere una delle partite più significative, per lui e per tutto il popolo bianconero, dell’ultimo lustro. «Non so se sia giusto definirla tale, ma sicuramente ha un sapore speciale» puntualizza il tecnico momò, ignaro almeno all’apparenza della speciale ricorrenza. «Cinque anni sono tanti… avrò tempo di pensarci un po’ durante il viaggio verso casa. In ogni caso sono stati bellissimi, mi sono sempre divertito e spero di divertirmi tanto anche questa sera».

Non parlate di fuga

Difficile, tuttavia, pensare che in questi cinque anni la soglia del divertimento abbia toccato spesso le vette raggiunte in questo splendido avvio di campionato. Il Lugano arriva al match contro i bernesi con sei vittorie in altrettante giornate, tre punti di vantaggio proprio sull’YB e persino il piccolo cuscinetto rappresentato dalla partita in meno, da recuperare mercoledì contro il San Gallo. «A settembre la classifica vale fino a un certo punto: ci dà consapevolezza, ma non siamo qui a guardare quante squadre abbiamo sotto», osserva Croci-Torti, dal suo punto di vista poco incline pure ad attribuire già ora un peso eccessivo a un eventuale +6 sull’YB che arriverebbe insieme ai tre punti. «Quello che ci interessa è piuttosto dare continuità ai risultati e mettere più fieno in cascina possibile in vista di un autunno pieno di impegni».

Cinque anni sono davvero tanti, devo ancora rifletterci, ma sono stati tutti bellissimi
Mattia Croci-Torti, allenatore FC Lugano

Nessuno è favorito

Prudenza comprensibile, certamente. Nel frattempo però nel giro di poche settimane, i discorsi attorno ai valori di forza di questo campionato sono cambiati in maniera evidente. Alla vigilia della stagione, in Ticino come oltre San Gottardo, l’YB, rinforzatosi dal mercato estivo, veniva quasi unanimemente indicato quale unico favorito per il titolo. Per i bookmaker, almeno per il momento, il copione è rimasto invariato, ma il margine con i ticinesi si è drasticamente ridotto. E oggi le quote in vista dello scontro diretto, non riescono a distinguere un chiaro favorito. Insomma, arrivati a settembre le due squadre, agli occhi di molti, si equivalgono. Possiamo solo immaginare come le valutazioni - e le quote - evolverebbero ulteriormente in caso di un nuovo successo ticinese. «Noi vogliamo essere protagonisti, lo abbiamo sempre dimostrato, però sappiamo che c’è una variabile chiamata Europa» ricorda il Crus. «L’YB quest’anno non dovrà affrontarla e dunque è normale che partano con qualche punto di vantaggio. In ogni caso, e mi ripeto, ogni risultato che ci permette di mettere fieno in cascina assume molto valore».

Corsi e ricorsi storici

A tradire un’attesa diversa dal solito, allora, ci pensa il tifo bianconero. Perché, se è vero che in questi primi mesi il nuovo stadio ha quasi sempre risposto presente, i numeri attesi per questa sera a Lugano si erano visti soltanto nelle occasioni più speciali. Al momento sono oltre 7.000 i biglietti venduti e l’AIL Arena viaggia verso il tutto esaurito. Nell’era Croci-Torti, tra le mura amiche, un sold out si era registrato soltanto in occasione della semifinale di Coppa Svizzera contro il Lucerna del 2022, quando in palio c’era un posto in finale. Senza avventurarsi in paragoni che sarebbero decisamente troppo azzardati, attorno alle due partite sembra però esserci almeno un tratto comune. Ovvero la sensazione che non si tratti di una serata qualsiasi. Come, con il senno di poi, non lo fu quella del 12 settembre 2021 contro il Basilea, nonostante nel vecchio Cornaredo ci fossero poco più di 3.000 spettatori. E come, continuando a giocare con le coincidenze, non lo era stata nemmeno quella del 12 settembre 1995, quando oltre diecimila persone riempirono Cornaredo per l’andata del celebre primo turno di Coppa UEFA contro l’Inter. Finì - guarda un po’ - ancora 1-1, preludio però alla storica impresa di San Siro. Insomma, per il Lugano, e forse ancora di più per l’interista Croci-Torti, il 12 settembre non potrà mai essere una data come tutte le altre.

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