Dalla promozione alla conquista della Super League

Malgrado il cosiddetto «braccino» sia subentrato - in maniera anche comprensibile - negli ultimi turni di campionato, il Thun ha finalmente certificato il suo successo in Super League. La prima, storica, affermazione nel massimo campionato svizzero. Nonostante in queste battute finali il ruolino di marcia - basti pensare alle quattro sconfitte patite in occasione delle cinque sfide più recenti - sia diminuito vistosamente, i bernesi sono stati premiati proprio per la loro continuità di risultati. La roboante striscia di vittorie, addirittura dieci, messe una in fila all’altra - tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno - ne è l’esempio più lampante. Giunta in Super League da neopromossa, la compagine di Mauro Lustrinelli è stata capace sin dalle primissime battute - conquistando, tanto per intenderci, il successo pieno già nei primi quattro turni della stagione - di mantenere un ritmo superiore alla concorrenza. Sfruttando, va detto, anche le difficoltà altrui, basti pensare alle vicissitudini sul fronte continentale che hanno innegabilmente frenato la corsa delle rivali più accreditate. Ma il Thun, nella corsa per il titolo, nemmeno doveva starci. È un diritto, però, che si sono guadagnati in silenzio. Lavorando - è vero, anche con decisamente meno pressione rispetto a quanto può accadere altrove - incessantemente e senza farsi prendere dall’ansia, una volta capito che la possibilità di laurearsi campioni svizzeri era concreta per davvero.
Confermarsi, la prossima stagione, sarebbe logicamente un’impresa ancor più grande. E, per certi versi, perfino più sorprendente. Appare impossibile - considerando gli eventuali impegni in Europa e in Coppa Svizzera, quest’anno subito sacrificata - ripetere una cavalcata simile. Resta da capire, poi, come evolverà la rosa dei nuovi campioni svizzeri. Intanto, però, questo trionfo è in archivio. Sul campo o fuori, poco importa: a Thun è il momento di festeggiare.
