Rabat

Dalla protesta alla gloria: miracolo Senegal

La Coppa d'Africa viene decisa da una finale surreale: dopo aver abbandonato il campo allo scadere per un rigore accordato al Marocco, Mané e compagni ci ripensano, sono graziati dal cucchiaio di Diaz e infine la spuntano al supplementare
© KEYSTONE (AP Photo/Mosa'ab Elshamy)
Massimo Solari
18.01.2026 23:47

Doveva vincere il Marocco, padrone di casa. Ha trionfato il Senegal, dopo aver fatto sua una finale surreale. Sì, a Rabat è successo di tutto. Quando il titolo sembrava oramai cosa fatta per Hakimi e compagni, il vento ha improvvisamente cambiato direzione, spingendo alla gloria i Leoni della Teranga, al secondo successo nella storia della competizione.

È stata una partita infinita. Una partita equilibrata sino ai tempi di recupero, e poi divenuta folle e indecifrabile. Sullo zero e zero e con i supplementari sempre più tangibili, il Marocco si è infatti visto accordare un rigore davvero generoso. L’arbitro Jean-Jacques Ndala, che non aveva ravvisato alcun fallo di Diouf su Brahim Diaz, ha cambiato idea dopo essere stato richiamato al VAR. Il Senegal, che un paio di minuti prima - sugli sviluppi di un angolo - si era visto negare un gol per un contatto veniale ai danni di Hakimi, si è rifiutato di accettare la decisione del direttore di gara. E così le veementi proteste in campo si sono trasformate in un rientro anticipato negli spogliatoi, voluto dal ct senegalese Pape Thiaw senza attendere il tentativo dal dischetto dei marocchini. Surreale, appunto.

La scena si è protratta per diversi minuti, nel caos generale. A far cambiare decisione ai propri compagni - forse anche in considerazione delle potenziali sanzioni che avrebbero interessato il Senegal, fra le qualificate al Mondiale 2026 - è quindi stato Sadio Mané. Con l’avversario rientrato alla spicciolata sul terreno da gioco, Brahim Diaz si è presentato sul dischetto al trentesimo minuto di recupero. Ed ecco lo psicodramma, con il fantasista del Real Madrid che ha fallito con un terribile cucchiaio, intuito da Mendy. Pazzesco.

Si è così andati all’extra-time e, va da sé, il Senegal è subito riuscito a cavalcare la nuova inerzia del match, mandando nello sconforto - oltre a Diaz - un intero stadio e un intero popolo pronti a festeggiare una Coppa che mancava da 50 anni. A firmare la rete decisiva, al 4’ del primo tempo supplementare, ci ha pensato il centrocampista del Villarreal Pape Gueye, sul cui missile non ha potuto nulla anche il fenomenale Bono. Sotto il diluvio di Rabat, la sfida - e ci mancherebbe - ha riservato altri momenti forti, su tutti la clamorosa traversa colpita dal Marocco al 108’. Ma il risultato, infine, non è più cambiato, consegnando al Senegal il titolo. E alla storia una finale surreale.