Calcio regionale

Dalla Serie A e la Nazionale alle radici in Ticino

Intervista a Giacomo Brichetto, allenatore dei portieri con un passato nel massimo campionato italiano
@ CdT/Archivio
Gianluca Pusterla
Gianluca Pusterla
21.10.2019 06:00

Giacomo Brichetto ha 36 anni e una carriera di altissimo livello alle spalle, culminata con il raggiungimento della Serie A con la maglia del Palermo. Poi, appesi i guanti al chiodo, è rimasto attivo nel mondo del pallone, con un negozio di articoli sportivi e come allenatore dei portieri dell’Agno.

Da calciatore professionista ad allenatore. Cosa cambia?

«Tutto. È completamente diverso e a prescindere dal livello quando ti alleni non sei attento alla metodologia. Sei più propenso a lamentarti e a pensare solo a te stesso. I primi anni, infatti, sono stati un po’ complicatio. Ci vuole studio, tanta voglia e soprattutto passione».

Cosa cerchi di trasmettere ai portieri che alleni?

«Cerco principalmente di farli crescere. La soddisfazione più grande è quando vedi i tuoi portieri migliorare. Ovviamente dipende un po’ da chi hai di fronte, se giovani in formazione o adulti. Con i ragazzi si deve puntare sulla crescita, sulla formazione a tutto tondo e gli obiettivi sono differenti. Il discorso cambia con gli aduli, dove invece occorre che le prestazioni siano in linea con le richieste della squadra e la crescita è più lineare, nonostante si possa migliorare e crescere a ogni età».

Qual è il tuo ricordo più bello?

«Ce ne sono molti. Ricordo con grande piacere la prima chiamata nelle nazionali giovanili, che potrei definire il coronamento di un sogno. Oppure l’esordio in Serie A con il Palermo e pure la firma con i rosanero, dopo tanti anni di C e categorie inferiori. Ci sono anche stati momenti meno belli, ma che considero un’ottima palestra di vita».

Chi è il giocatore più forte che hai affrontato?

«Ho militato in un Palermo davvero forte, in cui spiccavano Cavani, Miccoli e Pastore. Oltre a un giovane Dybala che già mostrava grandi cose e un talento fuori dal comune».

Chi è oggi il portiere più forte e più completo?

«Mi piace Alisson del Liverpool, solido e con doti fisiche strepitose. Ai miei tempi fu vicino al Palermo, per fortuna non arrivò, magari avrei finito la mia carriera prima (ride, ndr)».

Hai inoltre un’attività, sempre legata al calcio.

«Già negli ultimi anni di carriera ho cercato di darmi da fare per costruirmi un futuro. Tramite la ditta che mi forniva il materiale sportivo ho aperto un negozio per il mercato svizzero (KEEPERsport). Una sfida continua, che mi piace e mi coinvolge».

E Perché hai scelto il Ticino?

«Avrei potuto scegliere qualsiasi posto in Svizzera, ma volevo essere vicino a casa (Genova). Inoltre un mio amico si era trasferito da poco. Oggi, dopo qualche anno, ho messo le radici e sono davvero felicissimo di questa scelta».