Mondiali di calcio

«Done Playing Nice»: la Svizzera si affida a Mourinho per tirare fuori gli artigli

Ochsner Sport affida a José Mourinho la campagna «Done Playing Nice»: meno diplomazia, più ambizione e la voglia di credere davvero nella vittoria
Ginevra Benzi
06.06.2026 06:00

In occasione dei Mondiali di calcio e con lo slogan «Done Playing Nice», Ochsner Sport ha lanciato la sua campagna promozionale. E lo ha fatto assumendo una celebre figura del mondo calcistico nel ruolo di ambasciatore. Stiamo parlando dell’allenatore di nazionalità portoghese José Mourinho. L’obiettivo? Spronare la Nati a mostrare più coraggio e ad essere meno diplomatica. La notizia è stata riportata da diversi portali, tra cui persoenlich.com.

La campagna

La Svizzera è, di fatto, stereotipicamente considerata un Paese in cui a farla da padrone sono proprio la diplomazia e la modestia. Ma in una competizione sportiva come quelle targate FIFA, la Nazionale svizzera dovrebbe, piuttosto, mostrarsi maggiormente ambiziosa, senza alcuna paura di apparire magari un po’ scomoda agli occhi di altre nazioni in campo. Proprio in questo scenario, Ochsner Sport ha volutamente mostrarsi in qualità di marchio orientato più alla performance che alla classica attitudine elvetica di restare generalmente prudenti. Quasi come se si stesse dicendo «per una volta smettiamo di essere prudenti e modesti. Pensiamo in grande e crediamo di poter vincere».

La scelta di Mourinho

Ma come mai è stato scelto un allenatore che con la Svizzera ha ben poco a che fare? Mourinho è, infatti, noto per aver allenato grandi club come il Real Madrid (a cui potrebbe presto far ritorno), il Chelsea, il Manchester United, il Tottenham Hotspur, l’AS Roma e, ultimo ma non ultimo, il Benfica. Una lista di squadre ben conosciute a livello mondiale, a cui si aggiungono due vittorie in Champions League – nel 2004 con il Porto e nel 2010 con l’Inter – e una in Conference League, vinta con la Roma nel 2022.

Tornando alla campagna, la scelta del 63.enne portoghese appare quindi, come accennato, perfettamente coerente con il messaggio della campagna «Done Playing Nice»: Mourinho incarna l'esatto contrario di alcuni stereotipi associati alla Svizzera: è diretto, provocatorio, competitivo e raramente diplomatico nelle sue dichiarazioni. Non a caso, nel corso della sua carriera ha costruito il proprio personaggio pubblico sulla capacità di attirare attenzione, sfidare gli avversari e trasmettere una mentalità vincente. Il soprannome «The Special One», che si attribuì lui stesso nel 2004, è pertanto diventato il simbolo di questa sicurezza e ambizione. Dunque, invece di puntare su una stella del calcio svizzero, la campagna affida il messaggio a un personaggio che, come detto, non ha alcun legame diretto con la Svizzera, ma che è famoso per dire sempre quello che pensa. È come se arrivasse da fuori a scuotere gli svizzeri, invitandoli a mettere da parte la prudenza e a tirare fuori più grinta e ambizione.

Rompere gli schemi

Una scelta strategica anche a livello di marketing, dove si vuole utilizzare una figura di fama internazionale dal carattere duro al fine di sorprendere il pubblico, facendo distinguere la Nazionale dalle classiche campagne sportive. Ma non si tratta solo e unicamente di attirare l’attenzione, bensì trasmettere ambizione e creare discussione. Per quanto riguarda la prima, Mourinho è uno degli allenatori più vincenti della sua generazione e rappresenta l'idea di puntare al massimo risultato senza complessi d'inferiorità. Ma è anche un personaggio che ha sempre diviso: alcuni lo amano e lo ammirano, altri lo criticano e basta. Una polarizzazione che non può far altro che generare eco mediatica e discussioni sui social.