Mondiali 2026

E se all'AIL Arena, dopo una tripletta, il bratwurst fosse gratis?

Vivere una partita di baseball in uno stadio americano è un’esperienza sportiva e culturale straniante – Siamo stati al Petco Park, casa dei San Diego Padres, e poi abbiamo immaginato, senza fare sul serio, d’importarne alcune abitudini
©AP/Tony Ding
Massimo Solari
01.07.2026 06:00

Il baseball, inteso come disciplina, può piacere o meno. Un fuoricampo – o meglio l’home run – è in grado di provocare adrenalina e brividi a seconda di chi guarda. Così come uno strikeout. Il baseball, inteso come evento e intrattenimento, in uno stadio della MLB americana merita invece un discorso più ampio. Perché si tratta di una questione culturale, piuttosto che sportiva.

Il weekend che ci siamo lasciati alle spalle, a San Diego, ha fatto rima con derby. I Padres hanno infatti affrontato per tre volte – in altrettanti giorni – i Los Angeles Dodgers. La sfida, conosciuta come «I-5 rivalry», per via dell’arteria Interstate 5 che collega le due città californiane, è il must della West Division. E noi siamo stati al match che ha aperto questo trittico, l’unico per altro vinto dai Padres con il risultato di 7-1.

Non c’è sempre una logica

L’esperienza al Petco Park, impianto splendido, incuneato fra i grattacieli del Gaslamp District, è stata straniante. D’altronde non avevamo mai assistito a una partita di baseball di questo livello. Tre orette circa lungo le quali si è lanciato, colpito e corso tanto (ma nemmeno così tanto), mangiato tantissimo e senza una logica culinaria, e però anche una serata che non ha visto brillare solo il diamante e i suoi protagonisti. Lo show, volutamente, si è sviluppato soprattutto sulle tribune. A volte strappandoci una risata, altre costringendoci ad alzare un sopracciglio alla Carletto Ancelotti. E alla fine, senza fare sul serio, abbiamo immaginato d’importare alcune delle abitudini in voga nella casa dei Padres, trasferendole nella nuova AIL Arena di Lugano. E cioè di un luogo che, a detta dei suoi fautori, dovrà trasformare la partita di calcio in un’esperienza.

Il momento ludico

Anche sui maxi-schermi del Petco Park si è giocato molto. Esempio: a uno spettatore è stato chiesto di elencare il numero maggiore di Stati americani in 15 secondi. Dopodiché è stata proiettata la medesima sfida a cui si era sottoposta una delle stelle dei Padres. Ha fatto meglio il tifoso, portandosi a casa un bel premio. Ebbene, perché non fare la stessa cosa nel nuovo stadio bianconero? Basterebbe chiedere a uno dei presenti di lanciarsi nella conta dei 26 cantoni e semicantoni svizzeri, per poi fare lo stesso con David von Ballmoos, Renato Steffen o il Crus.

Il momento concertino

L’alternarsi delle squadre, tra attacco e difesa, durante i 9 inning, comporta inevitabilmente numerosi tempi morti. Tutti rigorosamente colmati o dal banale «make some noise» – marchio di fabbrica anche al Mondiale – o dall’esibizione di un’orchestrina o band musicale. A questo giro c’era un concertino messicano. All’AIL Arena, per contro, si potrebbe far ruotare l’ottima Filarmonica di Castagnola e la guggen di turno.

Il momento home run

In caso di home run targata Padres, con quindi un giocatore capace di battere alla grande e completare l’intero giro delle quattro basi, al match successivo programmato al Petco Park è possibile riscuotere un hamburger gratis. Basterebbe quindi scegliere il gesto dei gesti nel calcio – una tripletta? un gol in rovesciata o direttamente da corner? – e, se previsto dal nuovo servizio catering, offrire un bel bratwurst. 

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