«È un campionato duro ma lotteremo fino alla fine»

Shemsedin Idrizi è il classico terzino moderno, chiamato a percorrere tutta la fascia. Davanti per offendere, con costanza, ma con un occhio alla fase difensiva. Lui non si tira mai indietro, forte di un’invidiabile condizione atletica. Per tutti semplicemente Sem, classe 1992, ha girato parecchie squadre nel nostro Cantone. Qualche apparizione in Challenge League con il Locarno, Prima Lega a Biasca e tanta Seconda.
Sem, dopo tanti cambiamenti da qualche anno militi stabilmente nell’Arbedo. Come mai?
«È vero, nel corso degli anni ho cambiato spesso e volentieri casacca. Mi piace avere sempre nuovi stimoli e il calcio è per me soprattutto amicizia. Grazie al pallone ho conosciuto parecchie persone e mi capitava di cambiare maglia per seguire le mie amicizie. Ora, però, ad Arbedo mi sento a casa e per questo ho deciso di stabilizzarmi. Qui ho comunque amici di lunga data, la società è solida e presente; ci sono davvero tutti i presupposti per fare bene».
Siete primi, con qualche punto di vantaggio sul duo composto da Malcantone e Morbio. Forti delle esperienze degli anni passati può essere l’anno giusto?
«Io me lo auguro con tutto il cuore, ma in Seconda Lega è difficile fare delle previsioni. È un campionato duro, vincere non è mai facile e per conquistare i tre punti bisogna dare sempre il 100%. Anche la sfida più semplice nasconde insidie, ed è forse la vera forza del campionato. Insomma, non ci si annoia mai».
Quali sono i vostri punti di forza?
«Per la prima volta il gruppo. Forse abbiamo meno qualità e meno individualità degli anni passati, ma ci sacrifichiamo l’uno per l’altro e non molliamo mai. Una comunione d’intenti che alla lunga paga. Vogliamo vincere e abbiamo tutte le carte in regola per farlo. È un nostro obiettivo ma non un assillo. Non abbiamo quindi particolari pressioni e questo è un bene».
Chi è il tuo idolo?
«Non dirò nomi altisonanti, ma Emanuele Di Zenzo. L’ho sempre ammirato da bambino e ho avuto pure il piacere di giocarci insieme».
Avete affrontato tutte le squadre del campionato. Quale formazione vi ha messo maggiormente in difficoltà?
«Sicuramente il Castello, anche se in classifica non è proprio nelle primissime posizioni. Soprattutto nel primo tempo è stata durissima, in quanto hanno giocatori davvero fantastici».
Chi è il giocatore più forte della categoria?
«Non ho dubbi e dico Stipe Simunac. Confesso che abbiamo avuto qualche problema personale, ma Stipe è assolutamente fuori categoria. Il suo rendimento è sempre di altissimo livello, è immarcabile e vede la porta con grandissima continuità».
