Calcio

È un Lugano verde speranza

I bianconeri possono infine esultare: anche se con il brivido, contro il GC arriva una vittoria importantissima – Mattia Croci-Torti: «Le 200 panchine? Mi riempiono d’orgoglio»
©MASSIMO PICCOLI
Massimo Solari
27.09.2025 21:58

Più Greenhope di così. Sì, c’è ancora speranza a Cornaredo. Perché il Lugano, di verde vestito in occasione del tradizionale match a favore della fondazione benefica che si occupa di bambini malati di cancro, è tornato a vincere. E lo ha fatto dopo un digiuno iniziato un mese e mezzo fa. Contro il Grasshopper, tuttavia, è stato necessario soffrire. Anche più del previsto, considerata la superiorità numerica andata a braccetto con il primo vantaggio bianconero. Il pericoloso rilassamento subito dopo il rigore trasformato da Grgic a inizio ripresa ha rischiato di mandare all’aria un’altra partita. «Ecco perché va sottolineata la reazione mostrata dai miei uomini a fronte del pareggio zurighese» indica Mattia Croci-Torti. Anche la serata del tecnico ticinese, fortunatamente, non è stata rovinata dall’ennesima occasione mancata per rilanciarsi in classifica. Omaggiato per le 200 partite sulla panchina del Lugano, il Crus ha trovato il modo di correggere due volte l’inerzia sfavorevole della sfida.

Mosse e contromosse

Nel primo tempo, precisa l’allenatore bianconero, «abbiamo concesso troppe ripartenze al nostro avversario._E ciò a causa di una qualità insufficiente nelle giocate. La musica è decisamente cambiata a inizio ripresa, complice pure l’abbassamento di Belhadj e lo spostamento più avanti di Bislimi». Né più, né meno, la mossa che ha ridato certezze ai padroni di casa. E ad ammetterlo è lo stesso Croci-Torti: «La gamba di Belhadj, in effetti, si è vista chiaramente lungo il secondo tempo. Oddio, se avesse segnato al 7’ la scelta di piazzarlo sulla tre-quarti si sarebbe rivelata persino azzeccata. Ma è vero: in quella posizione ha sofferto». E non solo a causa del tentacolare Hassane. «La verità - spiega il Crus - è che avere von Ballmoos in porta e non Saipi comporta un gioco un diverso. Fatto maggiormente di lanci lunghi e seconde palle da sfruttare. In questo esercizio, tuttavia, Behrens ha incontrato chiare difficoltà al cospetto di Diaby».

«Behrens? Mi tengo il suo gol sporco»

Il centravanti tedesco è riuscito comunque a farsi perdonare, rispondendo in modo quasi subitaneo alla perla di Jensen. E però che fatica buttare dentro il 2-1 a porta spalancata. «Io mi tengo stretto il positivo, e cioè la sua seconda rete in altrettante partite» afferma Croci-Torti: «Kevin, inoltre, continua a crearsi occasioni. E va benissimo il suo gol sporco. Abituiamoci. Con lui non vedremo mai particolare qualità, ma un elemento che ruzza alla Bobo Vieri».

Perfetto, al contrario, è stato von Ballmoos; senza le sue paratone, infatti, il finale di gara avrebbe potuto tramutarsi nella consueta e amara beffa. «È stato fondamentale, gioca in maniera solida e sono molto contento di averlo tra i pali» il misurato elogio dell’allenatore del Lugano, dettosi invece «pieno d’orgoglio» per il prestigioso traguardo tagliato alla guida del club. E per un successo che fa rima con speranza.

Le pagelle

Von Ballmoos 5,5

Prima fa sembrare semplici diversi interventi non per forza scontati. Nel finale, invece, si erge a MVP, compiendo due parate provvidenziali.

Marques 4

La sua spinta non viene mai meno. Come tanti compagni, nel primo tempo, non è però sempre brillante.  

Mai 5

Legge bene ogni potenziale pericolo. Invalicabile.

Papadopoulos 5

La consueta garanzia. Si esalta sull’uomo e mette un paio di pezze sugli insidiosi filtranti e traversoni degli zurighesi.

Alioski 5

Deciso passo avanti per «Gianni», che concede poco dietro e - con il suo sinistro educatissimo - illumina la fase offensiva. Belhadj spreca, Dos Santos e Behrens capitalizzano.

Grgic 4,5

Non sempre ha spazio, ma appena si libera disegna affascinanti geometrie. Dal dischetto, poi, non tradisce mai: sono 20 rigori trasformati su 20.

Bislimi 3,5

Primo temo accorto e poco più. Da 10, nella ripresa, crea i presupposti per il rigore fischiato ai danni di Behrens. La doppia palla persa da cui scaturisce il pareggio ospite è tuttavia una macchia indelebile.

Belhadj 3,5

Si divora il vantaggio all’8’, sparando alla Gerra. Poi, sulla tre-quarti, viene divorato da Hassane. Dopo la pausa, non a caso, il_Crus lo abbassa e le cose - vedasi l’azione che porta al rigore e all’espulsione di Paloschi - vanno decisamente meglio.

Dos Santos 4

Troppe esitazioni, tanti dribbling pasticciati. E ci mancherebbe che non si spenda per recuperare le palle perse. L’assist, cruciale, che porta al raddoppio porta però la sua firma.

Bottani 4

Tocca numerosi palloni e si conferma generoso. Diverso il discorso in termini d’incisività, a immagine del tiraccio da cui nasce il suo infortunio.

Behrens 4

Diaby lo mette in imbarazzo sul piano fisico. Ed è una notizia. Lo salvano il rigore conquistato e il brutto, ma proprio brutto, gol del 2-1.

Cimignani 4

Prova a lasciare il segno con più giocate. Ci riesce così così.

Mahou, Brault-Guillard, Duville-Parsemain e Doumbia S.V.

Croci-Torti 4,5

Non poteva permettersi di toppare di nuovo, vuoi in chiave classifica, vuoi per le 200 panchine da festeggiare, vuoi - come da lui ammesso - per l’odierna giornata alla Sagra dell’uva insieme a tanti momò. Dopo un primo tempo mediocre, fa la differenza con l’arrocco Bislimi-Belhadj. E, certo, grazie a chi difende la sua porta.