Ecco perché il sindaco di New York Zohran Mamdani ha citato Mario Balotelli

Che al sindaco di New York, Zohran Mamdani, piaccia il calcio non è una novità. Nel suo ultimo discorso, tuttavia, lo stesso Mamdani si è superato. In carica da gennaio, il sindaco ha tenuto una conferenza stampa in vista degli imminenti Mondiali di calcio maschili, con New York che ospiterà, fra le altre cose, anche la finalissima: l'appuntamento, in questo senso, è fissato per il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey.
In chiusura di discorso, Mamdani ha citato nientepopodimeno che Mario Balotelli, attaccante italiano con un passato pure nel Sion di Christian Constantin. SuperMario, parola del sindaco, è «uno dei più grandi» attaccanti «della storia recente». Di più, dopo aver discusso dell'organizzazione della Coppa del Mondo, che si articolerà fra Canada, Messico e Stati Uniti, Mamdani ha citato una frase specifica di Balotelli: «Quando segno non esulto, perché sto facendo solo il mio lavoro. Quando un postino consegna le lettere esulta?». Il riferimento, va da sé, è all'operato dell'amministrazione newyorkese nell'ambito dei Mondiali: «Quando la città di New York partecipa all'organizzazione di un Mondiale che è sicuro, che fila liscio, c'è da festeggiare? No, perché stiamo solo facendo il nostro lavoro». Voilà.
Va detto che, appunto, Mamdani è un grande, grandissimo appassionato di calcio. Dopo la vittoria della Premier League da parte dell'Arsenal, il sindaco ha indossato il thobe, un abito tradizionale arabo, con i motivi della maglia dei Gunners. Non finisce qui: Mamdani ha pure scritto un lungo articolo per The Athletic nel quale ha raccontato il suo tifo per la squadra londinese. Chissà se, ora, butterà giù qualche riga per Balotelli, nonostante in Inghilterra l'attaccante italiano abbia giocato per Manchester City e Liverpool.
Quanto a Balotelli, sia prima sia dopo aver pronunciato quella frase fu protagonista di tante, tantissime esultanze contenute. La più celebre? Il 28 giugno del 2012, a Varsavia. SuperMario era a torso nudo, perché si era appena tolto la maglia dell'Italia con il numero 9. Statuario. Immobile. Lo sguardo da mille chilometri. Aveva appena siglato la sua seconda rete alla Germania, nella semifinale degli Europei. Quella posa, oltre a diventare un meme, sarebbe entrata nella storia.
