Calcio

Ecco un altro super Mondiale targato FIFA: ma perché la Svizzera non c'è?

Dal 22 ottobre, in Azerbaigian, va in scena la nuova competizione riservata alle Under 15 e aperta alle 211 federazioni - In 190 hanno accettato l’invito di Gianni Infantino, compresa la Russia, che fa ritorno sul palcoscenico internazionale - L’ASF si defila: «Ma per ragioni sportive e tecniche»
Arsène Wenger e Gianni Infantino, gli artefici della Coppa del Mondo e Festival U15 targata FIFA e in programma a fine mese a Baku. © AP/Martin Meissner
Massimo Solari
03.10.2026 06:00

Isole Cayman, Egitto, Iraq, Macao, Saint Kittis e Nevis e Trinidad e Tobago. O ancora: Bermuda, Isole vergini britanniche, Georgia, Namibia, Polonia e São Tomé e Príncipe. Non vi basta? C’è anche Antigua e Barbuda, Burkina Faso, Eritrea, Libano, Nuova Caledonia e Irlanda del Nord. No, non si tratta di improbabili tour offerti da agenzie viaggio farlocche, ma di alcuni gironi del super Mondiale FIFA riservato alle selezioni U15 e aperto alle 211 federazioni membro. Il torneo, che la Federcalcio mondiale presenta in qualità di «Festival», è in agenda dal 22 ottobre in Azerbaigian e costituisce uno degli ultimi prodotti partoriti dal gigantismo del presidente Gianni Infantino. Un torneo che si vuole «innovatore» e «senza precedenti per ampiezza e ambizioni», e il cui obiettivo sposa - almeno sulla carta - il nobile principio della democratizzazione del pallone. «A quest’età, la cosa più importante è giocare. I giovani calciatori hanno bisogno di partite importanti, di misurarsi con avversari diversi e di vivere esperienze calcistiche variegate per crescere. Il talento è ovunque, ma le opportunità a disposizione dei giovani non sono le stesse per tutti». Parole e musica di Arsène Wenger, direttore dello sviluppo calcistico globale in seno alla FIFA e principale promotore dell’evento.

Ucraina per il boicottaggio

Tutti, suggerivamo, sono stati invitati. Compresa la Russia, che fa così ritorno sul palcoscenico calcistico internazionale dopo l’esclusione generalizzata delle sue squadre decisa nel 2022 dalla UEFA (e, dopo averla avallata, sempre meno tollerata dalla FIFA) alla luce dell’invasione dell’Ucraina. Non tutti, però, saranno presenti a Baku, a partire dalla stessa Ucraina, che ha alzato la voce e chiesto di boicottare la competizione. Anche perché non è ancora chiaro se i russi potranno fare leva su bandiera e inno nel quadro del gruppo completato da Afganistan, Gibuti, Sierra Leone, Sudan e Turchia. Alla festa, ad ogni modo, non parteciperanno altre nazionali europee: parliamo di una quindicina di formazioni, tra cui Germania, Paesi Bassi, tutte le selezioni nordiche e pure la Svizzera. Saranno per contro della partita Israele e Palestina, anche se - gironi alla mano - il desiderio di Infantino, ventilato a giugno, di inaugurare la Coppa del Mondo U15 nel segno della pace, mettendo di fronte le due squadre, non si è tradotto nei fatti.

Il problema? «Solo 14 in rosa»

L’apertura alla Russia, così come il formato «esagerato» in perfetto stile Infantino, rendono la manifestazione tanto dibattuta, quanto controversa. Ma l’ASF, da noi contattata e fresca di sfiducia al presidente della FIFA in vista delle elezioni del prossimo marzo, precisa che l’assenza in Azerbaigian va ricondotta a «ragioni di natura sportiva e tecnica». «Abbiamo ricevuto l’invito della FIFA il 25 giugno e il 9 luglio abbiamo comunicato la nostra rinuncia a partecipare. La Nazionale U15 (guidata dal ticinese Massimo Immersi, ndr) si trova attualmente nel pieno di un processo di selezione. Fino a dicembre, questo processo si concentra su tre centri d’allenamento interregionali. Al termine di un torneo triangolare a metà dicembre, 30 giocatori a sviluppo precoce e 30 giocatori a sviluppo tardivo saranno suddivisi in due squadre. Questi 60 giocatori potranno poi partecipare a dei camp nei primi mesi del 2027 e mettersi in evidenza in vista di un posto per le due partite internazionali che concluderanno la stagione 2026-27. A questo livello e in questa fase del processo non intendiamo effettuare una selezione limitata a soli 14 giocatori (il torneo in Azerbaigian si disputerà con la formula 8 contro 8)».

Già. La formula del super Mondiale U15 è effettivamente innovatrice. Nel dettaglio, saranno disputati due tempi da 20 minuti su campi lunghi 68 metri e larghi 47, con porte regolamentari, rimesse laterali con i piedi e linee del fuorigioco situate a 14 metri dal fondo. Le squadre saranno inizialmente divise in 32 gironi per garantire, leggiamo, «una rappresentanza diversificata a livello sportivo e regionale». Nel complesso, a Baku, saranno disputati 950 incontri in sei giorni, con protagonisti 3.000 giocatori. Il tutto su dieci terreni da gioco, sui quale si potrà assistere anche a 20 gare in contemporanea. Dopo una prima fase di qualificazione, con quattro o cinque partite giocate in un girone all’italiana, si procederà con la fase a torneo, con ulteriori quattro-cinque sfide determinate in base ai precedenti risultati e alle classifiche che daranno vita a sei livelli. In ciascuno di essi, quindi, sarà decretato un vincitore. E quello del livello A verrà decretato campione del Mondiale.

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