L'approfondimento

Escort e calciatori di Serie A, a Milano: ma come funziona il sistema?

Sembrano parole messe insieme a caso per fare qualche click, ma si tratta anche di realtà: giudiziaria e non soltanto giudiziaria
©Gabriele Putzu
Stefano Olivari
23.04.2026 18:30

Escort, droga, calciatori, Milano. Sembrano parole messe insieme a caso per fare qualche click, ma si tratta anche di realtà. Giudiziaria e non soltanto giudiziaria, visto che la recente indagine della Procura ha portato alla ribalta soltanto l’1% di un mondo che nell’ultimo mezzo secolo è sempre esistito e che si è soltanto trasformato, adattandosi alle mode. Ma al di là delle ultime notizie e di un certo voyeurismo moraleggiante, con il calciatore che fa più notizia del grande finanziere, come funziona questo sistema a Milano dal punto di vista del cliente?

Le pubbliche relazioni

Partiamo dall’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Bruna Albertini e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, titolari dell’agenzia di eventi e pubbliche relazioni (…) Ma.De Milano con sede a Cinisello Balsamo, insieme a due collaboratori. L’accusa è di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, oltre ad autoriciclaggio. In altre parole, i calciatori non c’entrano niente se non come clienti di questo giro. Cosa in Italia non illegale, ma che certo li mette in difficoltà nei confronti dei loro club (che peraltro sanno già tutto, pur fingendo di non sapere) e dei loro tifosi, specialmente nei periodi in cui non si vince. Questo sistema all inclusive (cena in ristoranti di lusso, serata nei locali più esclusivi, eventuale continuazione in hotel a cinque stelle con escort, varie ed eventuali sostanze) ha poco di diverso da giri analoghi di tante grandi città e anche di Lugano, solo che a Milano confluiscono i calciatori di gran parte della Serie A e anche di alcuni campionati esteri: va da sé che le serate «giuste» siano quelle del sabato e soprattutto della domenica.

Il totonomi

Inutile fare gli ingenui: i calciatori fino a prova contraria non hanno commesso reati, ma il loro inserimento nell’inchiesta è funzionale all’esistenza mediatica dell’inchiesta stessa. Per questo i loro nomi usciranno poco alla volta, dopo quelli già citati (anche sull’ANSA!) come Marcus Pedersen (Torino), Christian Volpato (Sassuolo), Cheickh Niasse (Verona), Daniel Maldini (Lazio), e persino ex come Dejan Stankovic. Un meccanismo in cui chi era seduto a un tavolo può venire accomunato a chi ha fatto altro, con un totonomi da cui sono usciti anche Bastoni, Vlahovic, Scamacca, eccetera, pur con le loro posizioni tutte da verificare. Qualcuno, come il milanista Rafael Leão, si è arrabbiato e via social ha invitato a rispettare la vita privata delle persone. Ma già lo stesso invito social a rispettare il privato testimonia del cortocircuito. Al di là dei nomi, i pacchetti post-partita a San Siro erano tra i più richiesti: bottiglie da migliaia di euro, gas esilarante (protossido di azoto, la cosiddetta «droga della risata», non rilevabile nei controlli antidoping) e, per chi voleva, sesso a pagamento in camera d’albergo. Un grande classico il dopopartita delle avversarie di Inter e Milan, il cui impegno in campo è a volte sospetto.

Come Lacerenza

È insomma un po’ la Milano di Davide Lacerenza, uno di quei personaggi che ogni tanto vengono pescati dal mazzo per fare da capro espiatorio. La sua Gintoneria di via Napo Torriani (con il privé La Malmaison) era uno dei templi della movida milanese di un certo tipo, dove «Davidone» (conosciuto anche come King) e la compagna Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi, dirigevano un posto simile a tanti altri che chi si alza alle sei del mattino non ha giustamente mai sentito nominare. L’inchiesta della magistratura, chiusa con un patteggiamento (Lacerenza 4 anni e 8 mesi, la Nobile 3 anni) nell’ottobre 2025, ha raccontato un meccanismo simile a quello attuale: ragazze reclutate come «cavalle» per far spendere i clienti ai tavoli, droga offerta direttamente dal titolare (nell’inchiesta in corso non c’è invece niente di simile) e prestazioni sessuali tollerate, se non favorite, in cambio di bottiglie da più di 3.000 euro a sera. Nella Milano post-Gintoneria è cambiato poco: non più un solo locale a spiccare sugli altri, ma una rete di almeno 26 posti tra ristoranti e club. Tutti posti, va ricordato, che venivano «usati» da queste agenzie di pubbliche relazioni ma che quasi mai sono stati coinvolti direttamente nei vari traffici. Anche se quanto accadeva era evidente.

I locali giusti

In questa logica da Milano by night quali sono nel 2026 i locali più giusti? Istruzioni per l’uso: senza un rapporto diretto con i vari pr, un invito o una raccomandazione, non si entra nei vari privé, al massimo si sta nei settori per il «popolo», dove si spera di cavarsela bevendo qualche gin tonic. Il più noto di tutti è il Ceresio 7, re indiscusso dei rooftop: due piscine sul tetto, vista sullo skyline, ristorante, american bar, tanti posti da Instagram, tavoli in cabana o a bordo piscina. Chi vive la notte, anche senza escort o altro, tiene in grande considerazione anche il Voya Rooftop, un ventesimo piano, il rooftop più alto di Milano (85 metri), di recentissima apertura, fra i preferiti dei calciatori di Inter e Milan anche per la sua vicinanza a San Siro. Le serate di un certo tipo spesso iniziano alla Langosteria Bistrot in zona Darsena, tempio del pesce crudo e crostacei di lusso: qui si trovano molti giocatori della Juventus e di squadre del Nord Italia. Impossibile non citare il citatissimo Pineta Milano, il cui nome compare più volte nell’inchiesta: di fatto una discoteca con ristorante annesso e un’atmosfera da club estivo anche in città e in pieno inverno. Usato per la cena ma ancora più spesso per il dopocena, il Pineta fra i vari posti VIP è quello che più degli altri apre agli infiltrati (basta che paghino, ovviamente). Ospiti VIP, senza per forza far parte di qualche giro sporco, anche al Dolce & Gabbana Martini, bar-ristorante della nota casa di moda, con annessa pizzeria chic: lusso di un certo livello. Un evergreen è il Jazz Café di corso Sempione, locale alla portata di tutti ma che in certe serate non è alla portata di tutti, pur consentendo alla classe media di entrare. Fra i ristoranti si va sul sicuro, anche come semplici osservatori, al Riviera Milano e all’Osteria La Risacca Due.

I prezzi

Quanto costa tutto questo al cliente? Per i «normali» si va da un minimo di 60-70 euro a testa (esempio: chi beve soltanto qualche cocktail al Jazz Café) ai 150 di una cena normale, senza esagerare, ai 150 dei locali da dopocena: con 500 euro tutto compreso chiunque può avere a Milano la sua notte VIP, senza stravizi e probabilmente senza nemmeno vedere un VIP vero. Il «tutto compreso» dell’inchiesta è invece in zona 5.000 a testa, anche se non si può generalizzare. Il pacchetto completo prevede anche trasporti, con i van blu che sono ormai il simbolo di Milano, prenotazioni di cena, discoteca e dopocena, disponibilità ad esaudire le richieste più strampalate. I calcoli sono presto fatti: il dopopartita di un qualsiasi Verona, anche ipotizzando che qualche giocatore si sfili dal gruppo, valgono sui 200.000 euro di fatturato. Le percentuali per le ragazze vanno dal 10 al 15% sul pacchetto completo senza la conclusione in albergo (quindi circa 500 su una spesa per cliente di 4.000) più la metà della prestazione sessuale propriamente detta, che non sempre si verifica e che per una sconosciuta, cioè senza qualche comparsata in tv anche in ruoli minori, significa la metà di mille euro. Ma parlare di tariffe è comunque improprio, visto che questi tempi supplementari sono legati a una contrattazione a parte. Da ricordare, raccontano gli esperti, che i guadagnai maggiori vengono fatti sugli alcolici, più che sul sesso: la escort è funzionale allo champagne, non il contrario. In ogni caso niente di diverso da quanto avveniva già negli anni Settanta, quando l’assenza degli smartphone non lasciava testimonianze. E quando la magistratura aveva crimini ben più pesanti da perseguire.