Gianni Infantino a muso duro contro i giornalisti: «Possiate trovare pace»

È una sorta di espulsione simbolica, un cartellino sventolato non verso gli utenti dei social, quelli che verrebbero etichettati come hater, bensì verso i giornalisti. La loro «colpa», secondo il presidente della FIFA, sarebbe di aver ignorato la bellezza dell'ultima rassegna iridata, preferendole appunti, obiezioni e critiche. Nutrendosi, insomma, dell'odio. A far sentire la propria voce, ma verrebbe da dire il proprio «urlo», è Gianni Infantino, che sul sito ufficiale della FIFA e sui social pubblica un intervento ampio e dettagliato, tornando a più riprese sul modo in cui la stampa di tutto il mondo ha raccontato i passaggi chiave della Coppa del Mondo 2026.
Il presidente della Federazione internazionale si rivolge così «a tutti coloro che si sono persi il nostro bellissimo gioco, le emozioni, le celebrazioni, le risate, le lacrime, le delusioni e la gioia» e «a tutti voi che non avete visto bambini, neonati, nonni e genitori riunirsi per il bellissimo gioco», per aggiungere: «Mi dispiace che le partite siano finite e mi dispiace che vi siate persi tutta quella gioia e quella condivisione».
Poi arriva la prima frecciata: «Mi dispiace che siate stati così consumati dall'odio e dalle critiche da perdervi tutto». Il tono si fa ancora più esplicito: «A chi è dietro penne e fogli, dietro gli schermi a diffondere odio e false voci – prosegue Infantino, senza margini di ambiguità – voglio dire che mentre voi siete seduti dietro, noi della FIFA siamo in prima linea a organizzare, lavorare sodo e a offrire il miglior spettacolo del mondo. Mentre voi vi nascondete, noi esploriamo le strade di Canada, Messico e Stati Uniti, parliamo con i tifosi, ci confrontiamo con le persone e garantiamo la sicurezza di tutti». Da qui la sintesi affilata: «Mentre voi dividete, noi uniamo».
Il vertice del calcio mondiale rivendica quindi che «le persone si sono riunite come famiglie, come tifosi, come un unico insieme» e che, nel corso dell'evento appena andato in scena e vinto dalla Spagna, «non abbiamo vissuto violenza, né incidenti», ma «il 100% di sicurezza, solo gioia e felicità». Le cifre citate parlano di «sette milioni di persone provenienti da oltre 200 Paesi», distribuite in 16 città «e stadi fantastici», con «zero incidenti, zero ostilità, zero violenza, solo gioia, emozioni, felicità, unità e condivisione. Tutti erano al sicuro, protetti e felici». C'è spazio anche per il richiamo al mondo dello spettacolo: «Quasi tutte le celebrità mondiali provenienti da musica, cinema, intrattenimento e sport hanno partecipato, godendosi l'evento, trascorrendo tempo con i tifosi e con noi, gioiosi e felici».
Un risultato reso possibile, sottolinea Infantino, «grazie ai governi dei tre Paesi ospitanti e ai loro enormi contributi, grazie alla FIFA e al suo fantastico team che lavora per voi, grazie ai Paesi ospitanti e a tutte le loro persone, alle forze di polizia e al loro incredibile impegno, e ai volontari, persone straordinarie che sono venute da tutto il mondo per far parte del più grande evento sulla Terra».
Quindi, torna la lamentela verso i media: mentre i tifosi facevano festa, «voi eravate impegnati a piantare semi d'odio». Ma «il nostro mondo ha bisogno di amore, non di odio, di tolleranza, non di divisione; di celebrazione, non di lutto». Da qui la lettura complessiva della manifestazione: «questa Coppa del Mondo ha celebrato l'umanità al suo meglio», con la presenza delle squadre meno quotate che «ha dato la speranza che chiunque possa far parte del mondo, essere grande nel gioco, indipendentemente da dove provenga».
Il presidente non nasconde l'orgoglio: «Alla FIFA, non potremmo essere più orgogliosi o emozionati nel testimoniare questi momenti di amore, gioia e unità». E rilancia l'invito, tornando a puntare l'indice: «A chi trascorre il proprio tempo ed energia odiandoci dico prendetevi un momento per riflettere, meditare, pregare o guardare una partita di calcio e osservare davvero i volti, gli occhi, le emozioni, perché solo il nostro bellissimo gioco può offrire uno spettacolo così straordinario, in cui tutti diventano uno e si riconnettono come esseri umani».
Infine, l'ennesima perifrasi per indicare il mondo dell'informazione: «Alle penne e ai fogli, a tutti gli schermi, possiate trovare amore e pace dove le persone dietro di voi non hanno potuto. Possiate trovare pace». La chiusura è una dichiarazione personale: «Noi alla FIFA abbiamo trovato la nostra», assicura Infantino, auspicando che «il calcio possa elevarsi sopra ogni odio» e dicendosi «incredibilmente orgoglioso, come presidente della FIFA, di aver contribuito, anche solo un po', a questo spettacolo».
